Vivere il lavoro dei propri sogni grazie alla Leva civica

“Durante la mia esperienza di Leva civica presso la scuola dell’infanzia di Nuvolera ho avuto l’opportunità di vivere da vicino il lavoro dei miei sogni. Ogni giorno ho potuto osservare e partecipare alle attività accompagnata da fantastiche maestre, imparando quanto sia importante la pazienza, la creatività e l’empatia. Questa esperienza mi ha confermato che il percorso di cinque anni di università sarà completamente prezioso e ne varrà davvero la pena, perché mi permetterà di crescere professionalmente e di realizzare ciò che desidero fare nella vita”.

Irene, operatrice volontaria di Leva civica presso la scuola dell’infanzia di Nuvolera

Un anno di Leva civica: “Occasione di crescita e orientamento”

“Ho scelto di intraprendere l’anno di Leva civica presso la scuola nido e materna Virgo Lauretana di Bergamo perché sentivo il bisogno di fare un’esperienza concreta, che mi aiutasse a capire meglio quale strada intraprendere per il mio futuro. Dopo la scuola non avevo ancora le idee chiare su cosa studiare, e quest’anno rappresenta per me un’occasione importante di crescita e di orientamento, sia a livello personale che professionale.

Fin da subito ho capito che lavorare con i bambini è qualcosa che mi piace molto. Il servizio occupa circa cinque ore al giorno, divise tra le 9:30 e le 17:00, ed è ben organizzato. Un aspetto molto positivo è anche la vicinanza del luogo di lavoro: la scuola è vicino a casa e la raggiungo in soli cinque minuti in bicicletta, cosa che rende l’esperienza ancora più piacevole e sostenibile.

Mi occupo principalmente dei bambini di tre anni, in particolare nel momento del risveglio dopo la nanna. Li accompagno in bagno e poi li riporto in classe, cercando di farli sentire tranquilli e seguiti. Sono momenti semplici, ma molto significativi, perché richiedono attenzione, pazienza e sensibilità. Attraverso queste attività ho imparato a essere più responsabile e presente, e anche a relazionarmi meglio con gli altri.

Questa esperienza mi ha aiutato a crescere molto: se all’inizio ero più insicura, col tempo ho imparato a mettermi in gioco e a comunicare con più naturalezza, sia con i bambini che con le educatrici. Il clima di lavoro è molto bello e sereno, e questo mi ha permesso di sentirmi accolta e supportata.

I momenti più belli sono quelli passati con i bambini, quando riesci a farli sorridere o quando ti dimostrano affetto e fiducia. In conclusione, questo anno di Leva civica è un’esperienza preziosa che mi sta aiutando a capire meglio me stessa e il mio futuro”.

Sofia, operatrice volontaria di Leva civica presso la scuola nido e materna Virgo Lauretana

“La Leva civica è stata un viaggio di crescita personale più che un semplice ‘servizio’”

Niccolò è stato impegnato per sei mesi presso la Fondazione Borletti di Arosio, grazie a un progetto di Leva civica. Un percorso che “mi ha permetto di conoscere da vicino la realtà del lavoro sociale e dell’assistenza alle persone”. All’inizio, ricorda, “ero curioso, ma anche un po’ intimorito: non sapevo bene cosa aspettarmi, né se sarei stato all’altezza delle responsabilità che questo ruolo comportava”. Con il tempo “però, ho imparato molto non solo sul piano pratico, ma anche su quello umano. Ho scoperto quanto sia importante l’ascolto e la collaborazione con i colleghi”. Questa esperienza, rileva, “mi ha aiutato a crescere, a superare alcune mie insicurezze e a sviluppare nuove competenze, soprattutto nel relazionarmi con le persone in modo empatico e professionale”.

“Uno dei momenti più belli – aggiunge – è stato quando ho visto che il mio compito, anche se piccolo, riusciva a fare la differenza nella giornata di qualcuno. Ringrazio Associazione Mosaico e la Fondazione Borletti, per avermi dato questa opportunità: per me è stato davvero un viaggio di crescita personale, più che un semplice ‘servizio’”. 

Niccolò, operatore volontario di Leva civica presso la Fondazione Borletti 

Leva civica in Comune: “Mi hanno messa nelle condizioni ideali per affrontare insieme questo nuovo capitolo della mia vita”

“Ho scelto di svolgere l’esperienza di Leva civica soprattutto per immettermi nel mondo del lavoro, conoscerne l’andamento e socializzare con altre persone.

Dopo aver conseguito il diploma di liceo Scientifico mi sono voluta prendere un anno “sabbatico”, dato che gli studi sono stati molti impegnativi. Successivamente ho incominciato a mandare il mio CV a uffici, bar, supermercati, pasticcerie e alimentari ma purtroppo chiedevano tutti il medesimo requisito: l’esperienza in ciascuno dei loro settori. E come si può ottenere esperienza se nessuno ti permette di maturarla? Passando un giorno nella zona dell’ufficio di Associazione Mosaico ho notato affissi degli avvisi e mi sono posta il quesito: “Perché non provare a mettermi in gioco?”, così ho varcato quella porta e Arianna, l’impiegata, è stata molto gentile nell’accogliere il mio entusiasmo e nell’illustrarmi il percorso che prevedeva il progetto di Leva civica a cui prendo tutt’ora parte “Salvaguardiamo il territorio”.

Il tutto è capitato nell’arco di solo pochi giorni e, grazie ad Associazione Mosaico e un pizzico di fortuna, sto attualmente svolgendo il percorso di Leva civica al Comune di Erba. A causa del mio temperamento introverso ho avuto, e sto avendo, un po’ di complicazioni a relazionarmi con i miei colleghi ma sto anche pian piano comprendendo che è diventata l’occasione per superare le mie fragilità e con determinazione sto rafforzando la mia autostima. Certo, inserirmi in un luogo di lavoro fino a pochi mesi fa a me sconosciuto e con persone estranee ha generato in me un prevedibile stato d’ansia, ma loro mi hanno facilitata e messa nelle condizioni ideali per affrontare insieme questo nuovo capitolo della mia vita lavorativa e personale. Le mansioni che sono tenuta a svolgere nell’ambito di pratiche edilizie sono state completamente spiazzanti, non avendo mai avuto modo di sperimentarle, tuttavia sto cercando di mettercela tutta per inserirmi al meglio e apprendere come posso tutte le nozioni pratiche e teoriche che mi insegnano il responsabile e gli impiegati dell’ufficio urbanistica-edilizia privata a cui mi hanno assegnata.

Nonostante sia trascorso poco tempo da quando ho iniziato questo percorso in Comune, e per questo non posso ancora avere un quadro chiaro e completo del tutto, posso ritenerla un’esperienza edificante; e, escludendo alcuni momenti in cui mi sento inadeguata in quanto inesperta e parecchio spaesata, convinco me stessa a mettercela tutta anche per non deludere chi mi sta seguendo in questo percorso. Confidando nel fatto che questa possibilità che mi è stata data mi permetta di maturare per consolidare basi più solide per il mio futuro, allego un reportage fotografico della mia esperienza diretta sul campo”.

Martina Giussani, operatrice volontaria di Leva civica presso il Comune di Erba

Leva civica presso la Cisl di Bergamo: “Una scelta per fare del bene”

Spinta dall’obiettivo di “fare del bene” e, prima di tutto, “se possibile, aiutare le altre persone”, Chiara ha decido di intraprendere un percorso di Leva civica presso la Cisl di Bergamo.

“Questo percorso mi sta aiutando a essere più indipendente e responsabile”, ha raccontato. Spiegando che questa esperienza “mi sta aiutando a relazionarmi con il pubblico, visto che svolgo la mansione di front-office”. Evidenziando come, stare a contatto con gli altri, incide su di sé e “richiede pazienza, sia con le persone più anziane che con gli adulti o persone di altre culture”. Chiara parla dei momenti belli, e del fatto che si è “subito trovata bene con i colleghi, l’ambiente di lavoro è eccellente, sono tutti disponibili e molto socievoli. Anche il mio responsabile è molto competente nel suo lavoro”.

Chiara ha concluso il racconto della sua esperienza indicando la canzone che ha rappresentato il percorso di Leva civica: “Niente paura, di Luciano Ligabue”.

Chiara Gusmini, operatrice volontaria di Leva civica presso la Cisl di Bergamo

Crescere grazie alla Leva civica in Comune

I motivi che hanno spinto Alessandro a scegliere di intraprendere un percorso di Leva civica nel Comune di Erba sono “molto semplici, ma importanti: avevo il desiderio di crescere a livello personale e professionale, di mettermi alla prova in un contesto lavorativo nuovo per me (quello dell’ufficio) e di migliorare la mia gestione dei momenti di stress”. Conscio del fatto che il progetto scelto “mi avrebbe posto in un contesto che avrebbe richiesto un costante contatto con il pubblico, ho capito che sarebbe stata l’occasione giusta per migliorare la mia interazione sia con i colleghi (tendenzialmente molto più esperti di me) sia con il pubblico, dal momento che ogni persona ha i suoi modi e atteggiamenti”.

A livello lavorativo, ha rilevato, “posso dire che questa esperienza mi ha dato molto. Ho imparato a gestire meglio le comunicazioni, a risolvere problemi (più o meni gravi) velocemente, a lavorare in squadra e in collaborazione, e soprattutto ho acquisito una maggiore fiducia in me stesso e una maggiore consapevolezza delle mie abilità e qualità”. Alessandro spiega di essersi reso conto “che, anche in situazioni di stress, posso mantenere la calma e trovare soluzioni che possano soddisfare le esigenze del pubblico e dei colleghi”.

Inoltre, ha particolarmente apprezzato il fatto di essere affiancato durante questa esperienza, così come il supporto ricevuto “sia in ciò che dovevo imparare, sia in ciò che non era di mia competenza (capitava infatti che qualche utente mi facesse delle richieste divergenti dal mio settore, ma sono sempre stato aiutato)”. E descrive un ambiente lavorativo “sicuramente invidiabile: c’è sempre stata tranquillità, collaborazione tra il personale ma anche momenti di allegria e svago”. Il giovane ha aggiunto: “L’opportunità di poter gestire le ore settimanali insieme al mio responsabile è stata davvero una gran cosa, soprattutto per me che abito a circa 16 km dal Comune di Erba. Ho sempre riscontrato piena disponibilità nel venire incontro alle mie esigenze di ragazzo lavoratore e studente”. Portare avanti gli studi universitari “è stato sì impegnativo, ma fattibile. E il poter affermare di avere fatto entrambe le cose contemporaneamente è sicuramente motivo di grande orgoglio personale”. Ritenendo inoltre che, poter studiare ed entrare in contatto con un mondo del lavoro nuovo “sicuramente mi apriranno delle strade nuove per il futuro, ma al tempo stesso grazie al compenso ricevuto mensilmente ho potuto far fronte alle mie spese personali, in modo tale da diventare via via sempre più indipendente e ‘adulto’”.

Alessandro Rusconi, operatore volontario di Leva civica nel Comune di Erba

L’impegno in Leva civica per contribuire a creare un impatto positivo

La prima esperienza in Comune, Riccardo l’ha svolta grazie a un progetto di Servizio civile. Concluso questo percorso, si è candidato ed è stato selezionato per svolgere la Leva civica, nell’ufficio demografico del Comune di Montorfano “dove mi occupo principalmente di protocollo, carte d’identità e archivio comunale”. Studente universitario, “grazie all’impegno richiesto dalla Leva Civica, ovvero di 25 ore settimanali, sono stato in grado di far conciliare le due cose”. Durante l’anno di Servizio civile, ricorda, “mi sono occupato della gestione di pratiche legate all’edilizia e alla pianificazione urbanistica. Anche se inizialmente non mi sentivo preparato, ho capito quanto fosse importante ogni singolo aspetto del lavoro pubblico e come anche le pratiche apparentemente più piccole abbiano un impatto significativo sul territorio. Questa esperienza mi ha dato solide basi e la possibilità di sviluppare competenze pratiche”.

Adesso, con la Leva civica, “mi sono concentrato principalmente su attività amministrative. In particolare, mi occupo del protocollo, della gestione delle carte di identità e della conservazione dei documenti nell’archivio comunale”. Riccardo rileva che “lavorare in questi ambiti mi ha fatto comprendere in modo più diretto l’importanza della precisione, dell’organizzazione e del rispetto delle normative in un ente pubblico. Ogni pratica, ogni documento che elaboro o archivio, è un piccolo ma importante contributo per il corretto funzionamento dell’amministrazione comunale”. Inoltre, grazie al fatto che il suo Olp (Operatore locale di progetto) è referente dell’archivio, “ho avuto l’opportunità di approfondire quest’area, occupandomi della catalogazione e gestione dell’archivio comunale. Questo mi permette di vedere concretamente come le informazioni vengano conservate per il futuro della comunità”. Naturalmente, aggiunge, “ci sono stati momenti di difficoltà. All’inizio mi sentivo un po’ sopraffatto dalla mole e varietà di compiti e burocrazia, e la mia timidezza, nelle interazioni con il pubblico, mi ha messo un po’ alla prova. Tuttavia, con il tempo ho imparato a gestire meglio queste situazioni, a comunicare in modo più diretto e a sentirmi più sicuro nel mio ruolo. Ogni piccolo passo in avanti è stata un’opportunità per crescere professionalmente e umanamente”. La Leva Civica, afferma, “sta sicuramente ampliando le mie prospettive. Mi sento di consigliare a chiunque di fare un’esperienza di questo tipo. Ogni giorno di questo percorso mi conferma quanto sia importante imparare facendo e quanto ogni passo, piccolo o grande che sia, contribuisca a creare un impatto positivo”.

Riccardo Giglioni, operatore volontario di Leva civica presso il Comune di Montorfano

“Soddisfatta per quello che sto facendo per gli altri e per me stessa”, l’esperienza di Sara

Sara ha svolto il progetto di Leva civica all’anagrafe del Comune di Zogno. Dopo gli studi all’Istituto Alberghiero di San Pellegrino Terme, ha saputo di questa opportunità grazie a un’amica.

La motivazione principale che l’ha spinta a partecipare al progetto, ha scritto pochi mesi dopo l’entrata in servizio, è stata la voglia di guardare verso “un settore differente rispetto a quanto studiato”, ma anche il poter avere “orari più fissi, e poter quindi dedicare maggior tempo a mio figlio e al mio compagno”. Tra le altre motivazioni, ha indicato “la possibilità di avere un contatto con il pubblico, imparando a relazionarmi con le persone e cercando di ‘eliminare’ il lato più timido del mio carattere, che mi ha aiutato a crescere”. L’ultimo motivo, “non per importanza, riguarda l’aspetto economico visto che al giorno d’oggi un’entrata di denaro in più non è mai di troppo”.

Sara ha elencato gli impegni principali svolti all’inizio del suo servizio: “Riportare le annotazioni sui vari registri presenti nell’ufficio; l’emissione di carte d’identità elettroniche; ho avuto anche modo di vedere come emettere vari certificati, come rispondere alle email d’ufficio, la gestione del protocollo e come effettuare una pre-chiusura della cassa”. Tra gli aspetti positivi del suo percorso, ha messo l’accento sull’opportunità di fare “nuove conoscenze, si incontrano persone simpatiche che riescono sempre a strapparti un sorriso e altre che invece ti raccontano la loro vita e tutte le loro avventure trascorse negli anni”. Rileva che potrebbero esserci anche aspetti negativi, come il fatto che potrebbero sorgere “delle incomprensioni” o magari discussioni con il pubblico ma, ha aggiunto, "ho imparato a gestire le varie situazioni, e finora non ne ho riscontrati”.

Già dopo i primi mesi di servizio, “non posso che ritenermi soddisfatta per tutto quello che sto facendo per gli altri e per me stessa, per quello che sto imparando, e per i dipendenti che ho trovato super disponibili e molto carini nei miei confronti”.

Sara ha anche realizzato un meraviglioso video per raccontare l’inizio del suo percorso, clicca qui per guardarlo.

Sara, operatrice volontaria di Leva civica in Comune

L’impegno quotidiano nella Comunità alloggio per minori

Pochi mesi dopo aver iniziato il percorso di Leva civica nella Comunità alloggio per minori DiVento (Treviglio), Chiara ha rilevato come “da allora molte cose sono cambiate”. Già prima di iniziare questa esperienza, si era impegnata nel volontariato ma, sebbene avesse già avuto modo di approcciarsi ai bambini, in quei mesi “mai ero riuscita a entrare in contatto con loro come in questo altrettanto lungo periodo di Leva civica”. Vivendoli nella quotidianità, ha spiegato, i bambini “si mostrano al 100%, con i loro lati meravigliosi e un po’ burrascosi”. Quasi ogni giorno, “esco dal cancello della comunità avendo imparato cose nuove, sia di me che di loro”, assicura.

Chiara ha voluto impegnarsi come operatrice volontaria di Leva civica “per poter prendere una decisione consapevole per il mio futuro percorso universitario, e questo progetto mi ha veramente aiutata a trovare la mia strada”.

Chiara, operatrice volontaria di Leva civica nella Comunità alloggio per minori DiVento

Il cambiamento grazie al percorso di Leva civica

Incerta su cosa volesse fare nella vita, dopo il diploma al liceo Linguistico Rebecca ha deciso di non proseguire gli studi e iniziare a lavorare per non dipendere totalmente dai genitori. Dopo il primo lavoro “non soddisfacente, come commessa, parlando con delle amiche sono venuta a conoscenza di Associazione Mosaico e mi sono incuriosita sempre di più”. Così “ho deciso di mettermi in gioco tentando questa esperienza nell’ambito del sociale, e di iniziare un percorso di Leva civica volontaria in una comunità di minori”.

Una scelta che le ha permesso di vedere con maggiore chiarezza il suo futuro: “Da quel momento ho presto realizzato che stare a fianco dei bambini e degli educatori era ciò che avrei voluto fare”. E ha proseguito: “Posso assicurare che sono cambiata a livello personale, sono capace, nonostante la mia timidezza, di relazionarmi in modo adeguato con adulti e bambini”. Ma non solo: “Sono diventata più indipendente e più sensibile verso le difficoltà altrui”.

Rebecca, operatrice volontaria di Leva civica

Leva civica nell'ufficio anagrafe: “Soddisfatta della mia scelta”

Caterina è stata impegnata in un progetto di Leva civica in Comune, nell’ufficio anagrafe. Già all’inizio del suo percorso, ha rilevato: “L’esperienza sta andando alla grande, l’ambiente è tranquillo, sereno e accogliente”. Valutando le diverse esperienze lavorative prima della Leva civica, “posso affermare che, anche se iniziato solo da un paio di mesi, questa è l’esperienza migliore mai vissuta”. Un giudizio assolutamente positivo lo ha speso per il tutoraggio, parlando del personale “sempre disponibile e pronto a rispondere a qualsiasi mio dubbio in brevissimo tempo”.

E ha aggiunto: “Consiglio vivamente l’esperienza di Leva civica, perché ti apre gli occhi su diversi lavori che, forse, diamo per scontato o non conosciamo come si svolgono”. Inoltre, questo impegno “ti mette alla prova e ti fa crescere umanamente, stando a contatto principalmente con il pubblico e diverse realtà”. Dicendosi “soddisfatta della scelta, e anche della fortuna che ho avuto a essere stata selezionata”.

Caterina, operatrice volontaria di Leva civica in Comune

“Sono molto soddisfatta di questa opportunità che mi è stata data”

“Questa esperienza mi sta permettendo di acquisire molte nozioni, riguardanti quasi tutte le pratiche di Edilizia privata, cosa che, ahimè, non ci viene insegnata da nessuna parte”. Mentre era ancora impegnata nel percorso di Leva civica a San Pellegrino Terme, Chaimae ha deciso di raccontare l’inizio della sua esperienza. Dalla scelta di candidarsi dopo aver sentito parlare di Leva civica durante un incontro, con Associazione Mosaico, nella scuola che frequentava, a cui si è aggiunta “la curiosità del lavoro che c'è dietro a un documento richiesto da una qualsiasi ente”. La giovane racconta non solo delle attività che svolge, ma anche dei momenti di condivisione in occasione delle feste o dei compleanni: si fa una pausa insieme e mentre si gustano dolcetti “si condividono due parole, ci si conosce meglio”.

La giovane parla di un ambiente “molto equilibrato e sano, e sono tutti molto gentili e premurosi nei miei confronti”. All’inizio, ammette, “ero molto preoccupata per come avrebbero reagito al fatto che io sia una hijabista con il vestiario modesto, temevo che fosse un ambiente di persone molto chiuse di mente”, per poi scoprire che invece “è un ambiente che accoglie molto bene la diversità, sia a livello di nazionalità sia di disabilità”.

E conclude con una considerazione: “Sono molto soddisfatta di questa opportunità che mi è stata data”.

Chaimae, operatrice volontaria di Leva civica a San Pellegrino Terme

“Un’opportunità per mettere in gioco me stessa”, l'esperienza di Gaia

"È stata un’opportunità per mettere in gioco me stessa e comprendere i miei limiti e tutte le sfaccettature del mio carattere". Così Gaia definisce la sua esperienza di Leva civica. La giovane ha scelto di intraprendere questo percorso con l’associazione Fili intrecciati "si allinea a ciò che ho studiato nella scuola secondaria di secondo grado". Si tratta, ricorda Gaia, di "un’associazione che si occupa di accogliere e aiutare gli altri. Aspetti cruciali che ritengo essenziali da avere nel mio lavoro. I servizi si occupano di accoglienza, attraverso le comunità per bambini e adolescenti, di sostegno a persone disabili e di infanzia e famiglie, attraverso asili nido, spazi gioco e spazi compiti".

Gaia si è trovata quindi all’interno della comunità per bambini, un posto che non conosceva "ma davvero tanto speciale per le persone che lo frequentano. Bambini che sono stati tolti dalle famiglie ma che continuano ogni giorno a lottare per strapparti un sorriso". E spiega: "Credo sia proprio questo l’aspetto migliore nel fare l’educatrice: non solo ti permette di conoscere meglio te stessa attraverso i dialoghi e i litigi che si hanno all’interno della comunità, ma al tempo stesso i bambini trovano in te un punto di riferimento su cui contare".

Inizialmente, per alcuni giorni, "forse a causa del mio carattere, mi sentivo isolata e lontana dal contesto. Ma successivamente interagendo con i bambini, ognuno con una personalità differenti, siamo riusciti a instaurare un legame di fiducia reciproca". A distanza di tempo da quei primi giorni, il percorso fatto ha portato Gaia a una chiara consapevolezza: "È attraverso una relazione aperta, sincera e libera dal giudizio che i bimbi, anche molto piccoli, possono vivere serenamente le loro emozioni e diventare adulti consapevoli ed empatici. Le emozioni dei bimbi sono le stesse degli adulti; essi possono infatti provare rabbia, gioia, paura, tristezza, disgusto e sorpresa. La possibilità di poterle esprimere liberamente, attraverso il pianto, le urla di gioia o di rabbia, sarà il primo passo per accettarle tutte e imparare a viverle serenamente. La capacità dell’educatrice sta proprio nel permettere al bambino di esternare le proprie emozioni senza creare fastidio al prossimo".

La dolcezza e l'empatia di Gaia emergono con forza quando racconta che le capita, sentendo il vissuto delle storie dei bambini, "di avere gli occhi ludici perché lo fanno utilizzando scioltezza, ma al tempo stesso parole forti capaci di esprimere al meglio ciò che provano. È arrivati a questo punto che capisci davvero che il bambino non ti vede più con gli occhi di prima ma il suo sguardo è cambiato facendoti sentire una persona fondamentale per la loro crescita".

"Alla base di una relazione - prosegue - ci deve essere anche il linguaggio non verbale, tipico dei bimbi, come gli abbracci e i baci. Questi piccoli gesti fanno sentire il bambino al sicuro e protetto".

Questa esperienza ha permesso a Gaia di capire quale sia la propria strada: "Vorrei continuare a lavorare nell’ambito sociale come nelle comunità, ma al tempo stesso riuscire a incastrare anche la scolastica affiancandomi a uno o più bambini che ne hanno bisogno, in modo da vedere la loro crescita nell’ambito scolastico ma anche personale".

In questo percorso di Leva civica Gaia ha aperto il suo cuore e la sua casa ai bambini che ha conosciuto. Invitando anche tre sorelline a passare le feste con la sua famiglia: "I loro occhi trasmettevano felicità e spensieratezza e noi, nel guardarle, eravamo felici del rapporto che stavamo creando. Ed erano davvero emozionate nel momento dei regali!". 

“Ho potuto sperimentare, crescere e maturare”

“Un anno splendido”, durante il quale “ho potuto sperimentare, crescere e maturare sia a livello personale che di competenze”. Camilla racconta di quanto i mesi di Leva civica siano stati “decisivi”, e come l’abbiano aiutata “nella scelta universitaria”.

Lei è stata impegnata al Cdd “San Martino”, dove “fin da subito mi sono trovata bene sia con gli utenti del servizio che con le colleghe, sempre disponibili ad aiutarmi e dare risposte ai miei dubbi”. E aggiunge: “Sono felice di aver partecipato a questo progetto, se tornassi indietro lo rifarei sicuramente. Ringrazio vivamente tutti”.

Cristina Zambaiti, operatrice volontaria di Leva civica al Cdd “San Martino”

"Perché abbiamo scelto la Leva Civica", sesto incontro. La parola a Dominique e Alessandro

dominique alessandro

Durante l'accoglienza dei nuovi operatori volontari di Leva Civica Lombarda Volontaria cofinanziata presso la sede di Monza, svoltasi il 15 ottobre 2024, abbiamo ascoltato anche le voci di Dominique e Alessandro. I due ragazzi saranno impegnati nell'associazione di primo soccorso SOS Canzo. Prosegue così, con questa nuova sesta puntata, la serie di piccoli documentari che Associazione Mosaico propone a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi dai 18 e 28 anni. Potete vederla cliccando su queste parole., sul Mosaico Tv, il canale YouTube di Associazione Mosaico APS. 

"Perché abbiamo scelto la Leva Civica", secondo incontro. Parlano Elisa e Arianna

2024 07 02 Leva Elisa Arianna

Nel secondo incontro con gli operatori volontari che hanno scelto di partecipare ai progetti di Leva Civica Lombarda Volontaria cofinanziata, Elisa e Arianna raccontano le loro speranze e aspettative per la nuova esperienza. Un piccolo documentario che Associazione Mosaico propone a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi dai 18 e 28 anni. Potete vederlo cliccando su queste parole., sul Mosaico Tv, il canale YouTube di Associazione Mosaico APS. 

"Perché abbiamo scelto la Leva civica". Giulia e Andrea si raccontano

Poter sperimentare l'attività lavorativa che si vuole svolgere in futuro, o scoprire le proprie attitudini e individuare con maggiore chiarezza la propria strada. Le motivazioni che spingono i giovani e le giovani a intraprendere il percorso di Leva civica possono essere diverse.

Ascolta le esperienze di Giulia (operatrice volontaria al Cesvi di Bergamo) e Andrea (operatore volontario al Centro studi Teorema di Romano di Lombardia) su YouTube cliccando qui 

Il contratto dopo la Leva civica. E una certezza: "Ho trovato la mia strada"

"Ho trovato un ambiente bello, dove si respira un senso di famiglia". Veronica ha appena terminato l'esperienza di Leva civica cofinanziata nella cooperativa Itaca, a Calcio. E, tra gli aspetti più positivi di questo percorso mette in primo piano il contatto con i ragazzi seguiti al centro e le colleghe con cui si è trovata a operare.

Il contratto

Di certo, anche lei ha colpito positivamente: alla fine della sua esperienza di operatrice volontaria, le è stato offerto un contratto di sei mesi. Una proposta che ha accolto con entusiasmo, soprattutto perché "ho trovato un bel clima, mi sono trovata bene sia con i colleghi che con i ragazzi". Racconta con gioia le attività che si svolgeva durante la Leva civica a Itaca: "Facevo un po' di tutto: compagnia ai ragazzi, i laboratori, psicomotricità, cineforum, li imboccavo a tavola".

La scelta "mirata"

Il progetto di Leva civica a Itaca è stata "una scelta mirata", per una giovane che ha una propensione particolare verso il prossimo: "Facevo già volontariato a Grumello", ricorda. Ora sta anche valutando di frequentare dei corsi per specializzarsi. Intanto, spiega, grazie anche alla Leva civica "ho trovato la mia strada". E non ha dubbi sul perché consiglierebbe a un suo coetaneo di fare questo tipo di esperienza: "Per il senso di famiglia, per fare del bene e far star bene gli altri".

Veronica Spreafico, operatrice volontaria di Leva civica cofinanziata presso la Cooperativa Itaca di Calcio

"Grazie alla Leva civica ho acquisito nuove competenze"

Giulia non ha ancora 26 anni ma, grazie alla Leva civica, ha potuto sperimentare cosa significa lavorare durante un evento di grande rilievo culturale. Il suo servizio si è svolto infatti a Schilpario, sia in biblioteca che al museo Etnografico. Qui, durante i mesi di attività di Giulia, è stata ospitata una delle mostre spin-off di “Vette di luce”, promossa da Accademia Carrara in collaborazione con Club alpino italiano.

"Acquisite nuove competenze"

Quasi un mese di impegno “che ci ha fatto sentire fieri di appartenere al paese”, ha affermato Giulia con un sorriso, senza alcun accenno di stanchezza, nonostante insieme a una collega fosse impegnata anche nell'attività di gestione della biblioteca e di un'altra mostra allestita in aula consiliare. Anzi, la giovane ha manifestato soddisfazione per aver potuto essere in prima linea durante questa importante attività. Grazie alla Leva civica ha "acquisito nuove competenze". E se in futuro ci fossero concorsi per un lavoro simile "coglierei l'opportunità, ma come dipendente: ho visto quanto sia impegnativo e faticoso ricoprire il ruolo di responsabile, le persone non lo immaginano neanche, anche solo sul fronte della collaborazione con i diversi enti". Insomma, più che nel ruolo organizzativo, Giulia si vede come donna del “fare”.

Il ringraziamento dei ragazzi

Tra le attività più belle, ci sono stati i venerdì insieme ai ragazzi del centro diurno disabili. Gli stessi che, saputo che stava per concludersi la sua Leva civica, le hanno regalato un cactus in un vasetto dipinto da loro. Accompagnato dal biglietto in carta riciclata che hanno realizzato a mano, scrivendole: "Ti ringraziamo per averci fatto compagnia". E, a seguire, le loro firme. Un pensiero difficilmente dimenticabile.

Giulia Girardi, operatrice volontaria di Leva civica a Schilpario

"Un'esperienza che mi ha permesso di vedermi con maggiore chiarezza"

Il progetto di Leva civica, a supporto dei minori, è stato scelto da Federico non per “spenderlo” come esperienza lavorativa in futuro ma “perché pensavo che mi potesse servire soprattutto come crescita personale”. Il giovane studia teologia all’università, e ritiene che questa esperienza – che sta volgendo al termine – sia stata “un po’ complementare”. Nel valutarla “migliore” delle aspettative, ha elencato alcuni degli aspetti positivi riscontrati: “Le relazioni, la conoscenza dell’Ente, la crescita personale e professionale”. Nel dettaglio, Federico è stato impegnato nel settore dei Servizi sociali del Comune di San Pellegrino, con “bambini e ragazzi, ero a supporto di un educatore all’interno delle famiglie. Quindi aiutavo i giovanissimi a fare i compiti o svolgevo con loro le attività indicate dall’educatore come, ad esempio, le uscite al parco”. Alcune ore era invece impegnato con tre anziani: li aiutava nel fare la spesa, gli portava le medicine, oppure più semplicemente passava il tempo con loro accompagnandoli durante le passeggiate. E, al di là delle competenze pratiche acquisite, Federico mette l’accento proprio sul grande dono che si porta via dopo questa esperienza: “L’aspetto relazionale, con tutti, perché ogni relazione è a sé e ti dà qualcosa”.
Lo studente consiglierebbe ai coetanei di seguire il suo esempio e fare questa esperienza di Leva civica, non escludendo tra l’altro di poter – lui stesso – replicare con il Servizio civile: “Tengo aperta questa possibilità, ma dipende dalle scelte che farò in seguito”. E sempre guardando verso il suo domani, ha aggiunto: “Questa esperienza mi ha chiarito meglio le idee per il futuro. E mi ha permesso di approfondire parti di me, e di vedermi con maggiore chiarezza".

Federico Grataroli, operatore volontario di Leva civica a San Pellegrino Terme

La studentessa impegnata nel servizio di Leva civica

Una valida opportunità per inserirsi nel mondo del lavoro, usufruendo di una situazione "protetta". Rhayssa Martins ha appena concluso l'esperienza di Leva civica nell'ufficio Edilizia privata e urbanistica del Comune di Busnago. Un percorso intrapreso appena dopo la fine della scuola superiore, durante il primo anno di studi univeritari in Beni culturali. Grazie all'organizzazione degli orari, "potevo dedicarmi anche allo studio, adesso mi concentrerò esclusivamente su quello", ha affermato.
Lei è una persona timida, e questo impegno le ha permesso di sfidarsi e superarsi "nell'interazione con le persone estranee". Ma ha potuto imparare tanto anche "nella parte amministrativa, su come opera la pubblica amministrazione". Rhayssa ha messo l'accento sull'accoglienza che ha trovato nell'ambiente di lavoro, dove "se chiedevo qualcosa erano sempre disponibili, e i dipendenti erano anche simpatici". E ha aggiunto: "C'è stata molta disponibilità, sia dall'ente in cui ho svolto la Leva civica, che da Associazione Mosaico". Concludendo ringraziando "per questa bellissima opportunità ed esperienza che mi porterò molto cara nella mia vita".

Rhayssa Martins, operatrice volontaria di Leva civica nel Comune di Busnago (MB)

La biblioteca di Valgoglio si anima di eventi: l’esperienza di Demis

I progetti con i bimbi degli asili e gli alunni delle elementari. Gli ordini dei nuovi libri. La gestione degli utenti. Il racconto di Demis, al termine del suo anno di Leva civica nella biblioteca di Valgoglio, sfata l’immagine del bibliotecario impegnato solo tra gli scaffali. Le parole dell’insegnante 27enne, che ha proseguito nella sua attività lavorativa anche durante il servizio, sono piene di entusiasmo. Lui ha scelto di fare un percorso di Leva civica “perché mi dà punteggio in graduatoria a scuola”, ma anche perché “mi ispirava un impegno sempre nell’ambito culturale” come è quello in biblioteca. Una scelta che, per lui, è stata più che positiva: “Mi sono trovato benissimo – ha rimarcato – anche perché potevo autogestirmi”. Quindici le ore di servizio settimanali previste, un impegno che gli ha permesso anche di continuare a insegnare: “La biblioteca era aperta solo nel pomeriggio, e dal Comune sono stati molto disponibili: se avevo Consiglio di classe un pomeriggio recuperavo le ore durante le altre giornate”. Quando non c’era l’insegnante-operatore volontario, la biblioteca restava aperta grazie ai volontari. Perché il paese è piccolo, ed essendo la biblioteca una risorsa culturale importante serve l’aiuto di tutti, per permettere agli abitanti, anche i più giovani, di usufruire di questo servizio. E tra i più giovani, ci sono proprio i bimbi dell’asilo, protagonisti di una delle attività più “coinvolgenti” per gli operatori volontari. Come ricorda Demis, ancora divertito per “come i bimbi interagivano con te, la loro innocenza, la curiosità di sapere come la storia andava a finire” durante la lettura dei racconti. Non meno bello, quando gli hanno fatto il ritratto e ha visto “come mi hanno rappresentato”. Un’altra attività ha riguardato invece i bambini più grandicelli: gli alunni delle elementari sceglievano un libro e poi facevano la scheda.

E adesso che Demis ha concluso il suo anno di attività? Si cerca un altro operatore volontario per la Leva civica in biblioteca. Non per forza residente a Valgoglio: l’insegnante è di Ardesio, “dista circa 10 minuti”. E consiglierebbe, a chi abita in zone limitrofe, di seguire il suo percorso. Lui ha potuto continuare a insegnare, e lo consiglia anche “a chi ha appena fatto la maturità, per fare esperienza. Permette di imparare un nuovo mestiere, e chi studia può guadagnare qualche soldo per uscire il sabato”. Più in generale, l’insegnante invita gli altri giovani a sfidarsi in un percorso di Leva civica o Servizio civile, che permettono “di affacciarsi in nuove realtà, e provarle per capire se corrispondono alle nostre ambizioni di vita”.

Quindi, chi lo desidera, può candidarsi al bando per la Leva civica in biblioteca a Valgoglio. C’è tempo fino al 25 ottobre (clic qui). L’impegno richiesto? Quindici ore settimanali, per 12 mesi. Tra le attività da svolgere, la partecipazione alle attività culturali promuovendo la lettura anche in ambito scolastico, consigliare i lettori, curare i volumi (giusta etichettatura e collocazione). 

Demis Maninetti, operatore volontario in biblioteca a Valgoglio

La Leva civica per scoprire e realizzare i propri sogni

L’esperienza di Leva civica nell’asilo Fondazione Luogo Pio Grattaroli, a Bariano, ha cambiato la vita di Giorgia. Non solo perché, dopo il servizio, ha ricevuto un contratto di un anno, part time per non interferire con i suoi studi universitari. Ma anche perché, proprio parlando di università, la giovane ha deciso di cambiare completamente rotta: ha lasciato Giurisprudenza per studiare Scienze dell’educazione e della formazione. Obiettivo: “Lavorare con i bimbi”, afferma.

I bambini, ricorda, le sono sempre piaciuti, per questo ha scelto di partecipare al progetto di Leva civica, oltre a fare già da prima l’aiuto allenatrice e impegnarsi nei Cre. L’esperienza nell’asilo di Bariano “è stata bellissima, con degli alti e bassi, ma che mi hanno arricchito tantissimo”. E spiega: “Non tutto è stato facile, però mi portavo a casa qualcosa anche nei giorni più difficili”. Ci sono tanti momenti belli nei suoi ricordi di quest’anno, come “quando siamo andati in gita con il Cre, e abbiamo passato una giornata intera in montagna insieme”. Oppure quando stava con loro nella sala nanna per il riposino, e se qualche bimbo non riusciva a prendere sonno “veniva a cercare le coccole, o mi chiedeva di leggergli una storia”. I piccoli si affidavano, chiedendole di essere guidati nelle attività. “La mia esperienza però non è conclusa, perché continuerò a lavorare presso l’asilo”, spiega.

Insieme alla foto che la ritrae l’ultimo giorno dell’anno scolastico, prima dell’inizio del Cre con i bimbi della classe in cui ha trascorso la maggior parte delle ore, Giorgia ha dedicato un pensiero a Mosaico, ringraziando l’associazione “per questa bellissima e fondamentale opportunità, senza probabilmente non sarei dove sono ora”.

Giorgia Gastoldi, operatrice volontaria all’asilo Fondazione Luogo Pio Grattaroli a Bariano

Servizio civile e Leva civica, con il desiderio di dare un contributo alla società

Dopo un anno di Servizio civile, Bianca non lascia ma “raddoppia” il suo impegno: “Grazie al progetto di Leva Civica Lombarda ho potuto portare avanti il mio progetto per un ulteriore anno”. Il progetto a cui si riferisce è quello all’Auser volontariato di Pisogne. Dove inizia la sua esperienza a maggio 2022, “quando sono stata selezionata per lo svolgimento del Servizio civile universale presso questo ente”. Spiegando poi che si trova ancora lì grazie, appunto, al progetto di Leva civica.

Questa esperienza, racconta, “mi ha dato modo di conoscere in prima persona le necessità degli altri, soprattutto anziani e disabili, e di rendermi disponibile per dare un piccolo contributo alla società”. Ogni tanto, spiega, si lavora anche con i bambini: “Da poco è nato Auser ambiente, che ha avuto modo di organizzare diverse iniziative per far conoscere la natura, dalle piante agli insetti e ai serpenti, ai più piccoli. Alternando lezioni ad attività ludiche”.

Per quanto riguarda il contesto lavorativo, “mi sono subito integrata con i colleghi e i volontari, con cui ho creato un bel rapporto, e l’ambiente in cui lavoro è molto confortevole e luminoso”, oltre a essere vicino alla sua casa. Di cosa si occupa Bianca? “Le mie mansioni riguardano principalmente il lavoro di ufficio”. Ma spesso si trova anche “sul campo”, accompagnando gli anziani o consegnando pasti a domicilio.

Bianca Doneda, operatrice volontaria all’Auser Volontariato di Pisogne

Leva civica dopo il Servizio civile: "Arricchito come persona"

"Volevo fare qualcosa di utile per me e per gli altri". Mentre si appresta a concludere l'esperienza di Leva civica, iniziata dopo aver svolto il Servizio civile, Anton parla dei motivi che l'hanno spinto a intraprendere un percorso che lo ha "arricchito". Per questo, ha voluto invitare gli altri giovani a farlo: "Quando ho concluso il Servizio civile ho raccontato la mia esperienza a un amico, consigliandogli di farlo anche lui. E così è stato". 

Sia per il Servizio civile che per la Leva civica, Anton è stato impegnato in biblioteca. Ha deciso di candidarsi la prima volta dopo essere rientrato a casa dalla Svezia, dove stava studiando lingue. "Ho visto la lettera che informava dell'opportunità di svolgere il Servizio civile", ha ricordato parlando della comunicazione inviata dal Comune. Così ha scoperto i progetti di Associazione Mosaico. E ha scelto di provare a partecipare: "Perché arricchisce, sia a livello personale che di curriculum - ha rilevato - Guardando verso il futuro, so che può essere utile anche per possibili sbocchi lavorativi". Come, ad esempio, lavorare in Comune: "È tra i miei obiettivi, ho davvero tanti obiettivi", si racconta.

Attualmente, sta lavorando come guida turistica, mentre conclude la Leva civica in biblioteca. Il primo anno di servizio, come operatore volontario di Servizio civile, è stato sicuramente il più delicato: "Era il periodo post pandemia, quindi c'erano diverse regole anche in biblioteca", e non tutti gli utenti erano felici di questo. Però l'esperienza è andata bene, al punto che Anton ha deciso di replicarla con la Leva civica. Durante questi due anni di impegno "sono migliorato su tanti fronti, ad esempio sono diventato più preciso. Uno degli aspetti in cui mi sono superato grazie a questa esperienza? Sono diventato più gentile e premuroso verso gli altri". Caratteristiche che, sicuramente, Anton già aveva. Infatti, durante il Servizio civile "leggevo le storie ai bimbi, e facevamo i laboratori creativi nel pomeriggio. Anche prima del Servizio civile avevo avuto modo di lavorare con i bambini". Adesso il suo impegno come operatore volontario sta terminando, ma Anton si porta a casa un souvenir prezioso: "Mi ha arricchito come persona".

Anton Balduzzi, operatore volontario di Servizio civile e Leva civica in biblioteca nell'Unione Comuni della Presolana

“Sono esperienze che possono farvi scoprire il vostro valore e di cosa siete capaci”

Adriana ha 19 anni. Studia, e le piace farlo, ingegneria delle tecnologie per la salute. A un certo punto, ha fatto una scelta ben precisa: mettersi in gioco "e fare un primo passo verso il mondo del lavoro", che le ha sempre destato "grandi preoccupazioni". Ha deciso di farlo con un percorso di Leva civica.

Un'esperienza che le ha permesso di imparare, sviluppare le sue potenzialità, superare sé stessa. E le ha fatto, infine, rivolgere questo invito agli altri giovani: “Un’ultima cosa vorrei aggiungere e dire a coloro che sono insicuri come lo ero io – scrive - Mandate quella mail, chiamate quel numero di telefono anche con i battiti cardiaci a mille, perché veramente queste sono esperienze che possono sbloccarvi e farvi scoprire il vostro valore e di cosa siete capaci”.

E non è certo stato sempre tutto facile. Adriana ricorda che il suo pensiero predominante, pensando a quanto c’era fuori dalle scuole superiori, era sempre stato: “Riuscirò a reggere il peso del mondo esterno?”. Ma questi freni si sono sciolti "nel momento in cui si è instaurato in me un profondo sentimento di indipendenza come persona a 360 gradi".

Adriana ha sentito il bisogno di fare un'esperienza che la appagasse "come lo studi e gli esami non sapevano fare". La sua è una famiglia di grandi lavoratori, e lei ha sempre temuto “di non essere abbastanza dedita al lavoro” che doveva svolgere. Temeva anche che alcune mansioni potessero risultarle pesanti, e non voleva doversi svegliare ogni mattina “controvoglia, perché non avrebbe giovato né a me né alle persone che mi sarebbero state intorno”.

Ma, fin da subito, si è resa conto che “queste ansie erano inutili, che la scelta che avevo fatto era la più giusta che potessi fare”. Lei è stata assegnata a un progetto di assistenza alla scuola primaria del suo paese, Brusaporto. Qui, durante l’anno scolastico, aiuta e supporta le insegnanti, mentre in estate affianca gli educatori nell’organizzazione e lo svolgimento del Cre estivo.

Ritiene che questa scelta è stata giusta e la rifarebbe “mille volte”. Perché “amo stare con i bambini e occuparmi di loro, è proprio ciò che più mi dà soddisfazione alla fine della giornata”. Tanti le hanno detto che questo tipo di occupazione sia perfetto per lei, “e ora come ora ne sono più che convinta anche io. Cerco sempre di metterci passione, tanti sorrisi, empatia e pazienza. Non sempre ci riesco, lo ammetto, ma in ogni caso torno sempre a casa con il pensiero che domani è un altro giorno e sicuramente andrà meglio”.

Non vuol dire che stia valutando un cambio di direzione del suo percorso universitario. Ma “ho voluto fare richiesta perché sentivo che andava perfettamente di pari passo con il mio essere, che non è costituito solo dal mio interesse verso le materie scientifiche, ma ha anche una grande componente umanistica e sociale. Voglia di stare con altre persone, e soprattutto con i più piccoli, aiutarli qualora avessero bisogno di aiuto ed essere pronta ad asciugare le loro lacrime anche per i motivi più banali. Sentivo di poter dare un grande contributo e così è stato”.

Da questa esperienza sta imparando “il senso del lavoro e del dovere, del rispetto delle scadenze e delle figure professionali con cui mi rapporto. Mi insegna a fare dei sacrifici talvolta affinché tutto funzioni al meglio. Ho anche sviluppato in certi momenti una sorta di indipendenza che definirei “l’arte dell’arrangiarsi”. Ho imparato a capire che nel mondo del lavoro non sempre saremo costantemente supportati, ognuno ha i propri compiti e anzi supportarsi e collaborare significa anche portare a termine delle mansioni in modo autonomo”.

Momenti di difficoltà? “Ci sono stati, ma li avevo già previsti”. Adriana è molto giovane e “tante dinamiche sono ancora a me sconosciute. Forse qualche volta mi sono sentita anche fin troppo responsabilizzata stando al ruolo che avrei dovuto tenere all’interno del progetto, ma ho comunque preso il tutto come crescita personale”.

Le ultime settimane del Cre a luglio “sono state sicuramente impegnative” per tutto il team. Ma il progetto è stato concluso “bellezza”. Il gruppo, rimarca, era “affiatato. Mi sono trovata molto bene, tant’è che ho iniziato a pensare a tutti i modi per ripetere questa esperienza anche i prossimi anni”.

Adriana Tasca, operatrice volontaria di Leva civica alla scuola primaria di Brusaporto 

L'esperienza di Martina: "Grazie alla Leva civica ho ottenuto il lavoro che cercavo"

“Ho partecipato al bando di Associazione Mosaico e, grazie all’esperienza di Leva civica, ho ottenuto il lavoro che cercavo”. Lei è Martina Costanzo, erbese di 26 anni, che sta concludendo la sua esperienza di operatore volontario nell’ufficio anagrafe demografico del Comune di Montorfano. Un impegno particolarmente delicato, in quanto la giovane trattava dati personali, che inseriva nel sistema controllando anche se fossero tutti corretti, come "quando qualcuno doveva fare la carta di identità”. Quindi, la sua attività comportava anche il rapporto con il pubblico. E ancora, ha operato nella “digitalizzazione degli antichi archivi”, che doveva poi registrare nel computer. Un lavoro lungo, ma “sono una persona molto precisa, quindi non mi è pesato”.
Con questa nuova esperienza nel curriculum, adesso Martina Costanzo è davanti a una nuova linea di partenza per il suo futuro. Infatti un’azienda, tramite agenzia, le ha offerto un contratto d’ufficio: si dovrà occupare di data entry. “La Leva civica è stata il mio trampolino di lancio, che mi ha permesso anche di sganciarmi dalla figura di operaia, che è un lavoro che so fare ma non è quello che desideravo”. Proprio mentre guardava su internet le offerte di lavoro, ha scoperto Associazione Mosaico e la possibilità di partecipare ai bandi. Tra questi, ha trovato il progetto che desiderava. La prima volta non è andato in porto, ma non si è arresa e il secondo bando l’ha portata in Comune, dove ha potuto mettere a disposizione della collettività le competenze che già aveva e, al contempo, acquisirne di nuove. E grazie a questo, ha dato una svolta alla sua carriera lavorativa.

Camilla, da infermieristica alla Leva Civica presso la Cooperativa Il Volo di Monticello Brianza (LC)

LEVA CIVICA – COOPERATIVA IL VOLO (Monticello Brianza – LC)

Dopo la fine delle scuole superiori, mi sono cimentata in una scelta universitaria che mi ispirava, mi attirava: infermieristica.
L'ho sempre pensato e, ora più che mai, so quanto io sento la necessità di voler lavorare a contatto con le persone, perché per me un lavoro deve essere un luogo dove poter andare in gioco con gli altri, soprattutto con chi, su questa terra, sente di fare più fatica.
L'ho visto nei volti stanchi dei malati in ospedale e ora lo sto sperimentando con i ragazzi della comunità psichiatrica “Il Volo”.
I loro occhi che mi scrutano in silenzio, fissi, chiedendomi aiuto, chiedendomi un po' di normalità, di vita,  smuovono in me qualcosa di indescrivibile  a parole.
Nei loro abbracci spontanei, nei loro sorrisi, mi sento a casa , dove è “tutto un equilibrio sopra la follia”.  Stare a contatto con gli altri ci fa capire di più chi siamo noi stessi , stare con i più fragili ci rende fragili. E sentirsi fragili è la sensazione che più mette in difficoltà, perché esprime un po' l'essenza della persona che si è, di chi sono io, che va oltre al mio aspetto, che va oltre la mia diligenza o “perfezione” tanto cercata.

I miei tirocini in ospedale, c'era tanta adrenalina, le ore volavano e ho conosciuto un'infinità di persone, di storie, storie di mamme, papà, nonni, zii, nella mia mente ho ancora impressioni volti e sorrisi di chi mi ringraziava ogni volta che mi vedeva, che mi cercava quando aveva bisogno.
Ricordo bene chi ha creduto tanto nelle mie potenzialità e che mi ha preso da parte per cercare di farmi capire che valessi qualcosa.
Uno degli ultimi ricordi che ho, è il momento in cui mi hanno dato il voto dopo il secondo tirocinio. Alla fine di quel tirocinio avevo raggiunto la consapevolezza che ciò che mi rendeva più soddisfatta era la relazione con i pazienti. Ricordo benissimo una donna anziana che, uno degli ultimi giorni, mi chiamò per farmi vedere un album di foto di quando faceva la volontaria in un'associazione per disabili. Non mi chiamò per alzarle il letto, perché la flebo continuava a suonare, o perché aveva suonato il campanello per sbaglio.
Mi aveva chiamato perché voleva condividere la sua vita con qualcuno, perché quando non stai bene, quello che vuoi fare è parlare con qualcuno per stare meglio .
Ero contenta quando venivo cercata per parlare, semplicemente scambiare due chiacchiere, farsi due risate oppure piangere un po' perché sicuramente stare in un letto d'ospedale non aiuta.  Ho sempre cercato di portare la normalità e la bellezza del mondo che, almeno io, fuori da quelle quattro mura, potevo ammirare. Perché a volte non ci rendiamo conto della  fortuna  che abbiamo fino a che non siamo intrappolati in un luogo che mai speravamo di raggiungere.
Ed è stato vivere realtà come questa, posti che nessuno vorrebbe mai sperimentare, che mi ha fatto riflettere su quanto, chi ci lavora li rende migliori .
Ed è così che le persone iniziano a sentirsi normali anche in luoghi che nessuno vorrebbe diventare la loro normalità.

Prima in ospedale e poi in comunità , dove sono immersa ora. Un luogo assolutamente formidabile a pensarlo, eppure quando ci sono dentro, è come fossi in Paradiso.
Non è l'inferno, perché per i ragazzi l'inferno è fuori da lì, senza strumenti, senza consapevolezze.
È come se, per vedere il mondo con i giusti occhi, fosse richiesto loro di provare a distaccarsi da esso e guardarsi dentro. Quando sono lì, per me succede la stessa cosa.  Mi vedo dentro .
È qui che la relazione con gli altri , quella che aveva lasciato alla signora con l'album, si è concretizzata di nuovo, tutta di fondo, in 20 ragazzi e ragazze della mia età.
Solo che loro, la loro vita, non me la spiegano con le foto, ma la mostrano sulla loro pelle, nei loro occhi, nei loro abbracci, nei loro piani, nei loro messaggi scritti a penna. È tramite loro che poi, con le mie parole, i miei gesti, mi metto a nudo, non ho più filtri, perché non serve più averli.
È dalla loro fragilità, umanità, che mi sento più umana anche io . Tutto questo ha fatto uscire un lato di me che, avendo fatto un anno di Infermieristica, sicuramente stava uscendo, lentamente, ma stava uscendo e prendendo una direzione sbagliata, stava andando sul binario sbagliato. Poi ad un certo punto sono scesa dal treno, anche perché non avevo altra scelta, e sono salita su quello accanto, è passato proprio per caso, e da lì, giorno dopo giorno, ho sentito di star raggiungendo  la via giusta per poter esprimere davvero me stesso .
La comunità, la Leva Civica mi ha dato e mi sta dando questo . Non posso essere certa, nessuno di noi potrà mai essere certo di dove arrivare, ma  abbiamo la fortuna di poter scegliere, capire ciò che fa per noi, che ci fa sentire bene e che ci fa crescerePossiamo scegliere soprattutto come non sprecare tempo , se sappiamo che c'è qualcos'altro che ci aspetta. La consapevolezza che è la vita che cambia, che siamo noi che cambiamo nel tempo con essa, ci porta a fare le giuste scelte per noi stessi.

La felicità non si riconduce all'aggiungere, ma a togliere ciò di cui non necessitiamo più e ad accogliere il cambiamento.

Ho bisogno di questa semplicità, di fare ciò che mi piace, che mi fa stare bene .Riconoscere che la fatica deve essere spesa bene, calibrata per qualcosa che davvero mi smuove dentro, che aiuta a guardarmi dentro e sì, esperienza migliore di questa, forse, non poteva capitarmi .


Il tempo scorre così velocemente che non ci si rende nemmeno conto che alcune esperienze volano, ti attraversano, ti cambiano, ti stravolgono e arrivano al termine lasciandoti un segno indelebile. La Leva civica per me è stato questo, è stato un anno di crescita personale, di consapevolezze che ha trasformato le carte del mio futuro, lasciandomi stupita e immensamente contenta.

Un anno fa ero in crisi perché l'università che stavo frequentando non mi piaceva, mi sentivo persa in un mondo che mi offriva così tante opportunità da non riuscire a capire quale potesse fare al caso mio. Nella confusione però, un'occasione è arrivata senza alcun preavviso e mi ha comportato verso un percorso che non sapevo ancora mi avrebbe portato nella direzione giusta.

La vita a volte ci mette davanti a cose inaspettate, sta a noi decidere di sfruttarle e farne qualcosa di bello. Per me è stato così, da un giorno all'altro ho deciso che un anno di Leva civica in una comunità psichiatrica sarebbe stata la scelta giusta.

La Cooperativa “Il Volo” a Monticello Brianza (LC) si occupa della gestione di servizi socio-sanitari ed educativi finalizzati alla prevenzione, all'intervento e al reinserimento sociale di persone con problemi di tipo psichiatrico. In particolare, la Cooperativa risponde al crescente bisogno dei giovani che soffrono di gravi disturbi di personalità e delle loro famiglie avvalendosi di un'equipe multidisciplinare di professionisti qualificati. Durante il mio anno di Leva civica, ho affiancato gli operatori della struttura e sono stato un sostegno per i ragazzi, sia nei momenti di difficoltà, sia nei momenti di divertimento, di svago, durante laboratori o uscite comunitarie. Il range di età è tra i 18 ei 30 anni, per cui mi sono interfacciata con ragazzi e ragazze della mia età, ma anche più grandi.

Realtà del genere sono, purtroppo, sconosciute a molti di noi, per cui è stato significativo entrarne in contatto e realizzare la reale presenza di luoghi in cui si fa un lavoro incredibile rispetto alla salute mentale, soprattutto perché l'età delle persone sempre più colpite si sta abbassando di molto, è tra noi giovani che bisogna assolutamente intervenire. Questo mi ha dato una grande spinta nella mia esperienza, perché vedere dei miei pari in condizioni di difficoltà, mi ha fatto riflettere molto sulla fortuna che ho io e sul fatto che per loro potevano essere un aiuto concreto nella quotidianità.

È giusto poi riconoscere la fatica emotiva che ne è conseguita, il fatto di non sentirmi all’altezza, di avere paura di sbagliare, di non sentirmi accettata. Però questa è stata una parte necessaria, è ciò che più mi ha fatta crescere, mi ha insegnato che nella vita ci troveremo spesso ad affrontare situazioni nuove, in cui non sapremo come andranno le cose, in cui bisognerà esporsi e mostrarsi per quello che si è. L’importante è affrontare ciò che viviamo come un insegnamento, come motivo di sviluppo personale, perché qualsiasi cosa, qualsiasi esperienza non ti toglie nulla, aggiunge sempre qualcosa alla tua persona e ti porta a capire sempre di più chi sei tu, che cosa ti piace fare oppure che cosa non vuoi, cosa non ti piace. In entrambi i casi si tratta di guadagno, sicuramente non di perdita. Infatti, dopo un anno, posso assolutamente dire che da quest’esperienza io ho guadagnato e ricevuto tanto a livello umano.

Un altro grande obiettivo che ho raggiunto è aver capito quale facoltà cominciare dopo la Leva civica, ovvero Educazione professionale. Dopo aver fatto un anno di Infermieristica, avevo capito che c’era qualcos’altro che mi aspettava, infatti così è stato. Mi ci sono voluti mesi per capire che era giusto cambiare strada, che va bene a vent’anni non sapere cosa fare della propria vita, che niente dev’essere necessariamente definito come un fallimento. Anzi, l’aver sbagliato facoltà mi ha portata poi sulla strada giusta. La Leva civica mi ha proprio aiutata ad abbandonare qualcosa che non faceva per me e a riconoscere invece di avere altre ambizioni nella mia vita che, se non le avevo riconosciute fino a quel momento, non importava, ogni cosa ha il suo tempo, ognuno di noi ha i suoi tempi, che non corrispondono ai tempi che la società impone.

Dopo un anno, riconosco di avere avuto coraggio, tante volte me lo sono sentita dire ma stentavo a crederci. Ora sì, devo ammettere che non è stato facile fare questa scelta, buttarmi in un’esperienza totalmente nuova e lasciar perdere giudizi e pareri altrui. Vedere che le persone della mia età erano a un punto diverso dal mio, che sembrava avessero capito cosa fare nella propria vita, non mi lasciava serena. Cambiare tutto per me è stato come ripartire, riazzerare e, senza cancellare le scelte che già avevo fatto fino a quel momento, mi sono data la possibilità di ascoltarmi, di seguire il mio istinto.

La Leva civica è stata proprio una messa alla prova per la mia persona a 360 gradi, non solo per il mio futuro universitario/lavorativo, ma anche e soprattutto per il mio carattere. La comunità ha tirato fuori tutte le mie fragilità e tutti i miei punti di forza, mi ha portata a interrogarmi sulla persona che sono. I ragazzi e gli operatori mi hanno aiutato a credere in me stessa, a non sottovalutarmi, a riconoscere i miei limiti ea sapermi affidare all'altro nei momenti più faticosi. La comunità mi ha insegnato che non si è soli, che l'unione fa la forza e che, anche quando le speranze sembrano non esserci, esistono vie d'uscita, esistono soluzioni.

Se dovessi parlare ora con la Camilla di un anno fa, la rassicurerei, le darei un abbraccio di conforto e le direi che la vita le avrebbe regalato qualcosa di grande. Questo è ciò che farei con qualsiasi giovane che ora si trova in difficoltà, che, come lo è stato per me, sta attraversando un periodo di confusione. E sicuramente, consiglieri caldamente di provare a buttarsi in un'esperienza nuova, che sia di Leva civica o qualcosa di affine, perché può essere solo opportunità di crescita. Credo che noi giovani abbiamo bisogno di questo in un mondo come quello odierno, abbiamo bisogno di conoscerci e di non disperarci se non riusciamo a trovare subito le risposte alla nostra confusione. Abbiamo bisogno di comprensione e non di fretta, ma di ascolto, di cura verso noi stessi, indipendentemente dalla velocità a cui va il mondo. Perché lavorare, trovare il giusto corso di studi, fare qualcosa che possa piacere, è difficile e non va preso sottogamba.

Dopo un anno così intenso di emozioni, ho lasciato un piccolo pensiero ai ragazzi e alle ragazze della comunità, qualcosa che mi appartenesse e che poteva essere per loro un mezzo utile e d'aiuto. Essendo io molto appassionato di musica e avendo condiviso con loro questo mio interesse, ho creato una playlist di canzoni che abbiamo ascoltato durante questo anno e ho lasciato che loro partecipanti avessero la e ascoltarla quando volevano, creando per tutti un adesivo con il rispettivo QrCode della playlist stessa.

“Liberi di volare” l'ho intitolato.

Liberi di volare, di sbagliare, di sognare.

È questa la cosa più importante che ho capito, che siamo liberi, tutti quanti, e sta a noi scegliere cosa fare della nostra libertà.

FiduciaAbbraccio

Camilla Ciotti, Operatrice Volontaria di Leva Civica Lombarda Volontaria, presso la Cooperativa Il Volo di Monticello Brianza (LC) per il progetto "Ti accompagno: un progetto di Leva Civica a supporto dei più fragili"

 

A sostegno dei minori della comunità - alloggio "Favola" di Brignano Gera d'Adda (BG)

Ciao!

Ho deciso di presentare la domanda per svolgere la Leva Civica alla Cooperativa Fili Intrecciati FA. Nello specifico lavoro presso la comunità - alloggio "Favola", una struttura che prevede l’accoglienza di minori a cui genitori è stato tolto l’affidamento dal Tribunale.

La mia mansione riguarda l’affiancamento della figura educativa nella gestione delle attività quotidiane, esempio cucinare, andare a prendere i ragazzi a scuola, mantenere in ordine la comunità; ma anche quella di essere un sostegno per i minori che purtroppo sentono una mancanza della figura genitoriale.

Fin da subito mi sono sentita accolta e integrata. Questo processo è agevolato dal fatto che sono una persona empatica e socievole, mi piace creare relazioni e ascoltare l’altro.

La scelta di svolgere la Leva Civica in una comunità – alloggio è dovuta al fatto che vorrei applicare i miei studi teorici (sono iscritta alla facoltà di Scienze dell’Educazione all’Università di Bergamo) su un campo pratica e comprendere se questo tipo di lavoro sarà quello che voglio svolgere in futuro.

Siccome ho iniziato da pochi mesi questa mia nuova esperienza, faccio fatica a comprendere se questo sarà il mio lavoro futuro, se devo continuare con gli studi una volta laureata o se devo intraprendere un altro tipo di percorso lavorativo. In poche parole devo ancora capire quale strada intraprendere.

To be continued...

 

Mara Besana, Operatrice Volontraia di Leva Civica Lombarda Volontaria, in servizio presso la comunità alloggio "Favola" della Cooperativa Fili Intrecciati di Brignano Gera d'Adda (BG)

Come la Leva Civica fornisce strumenti concreti per la vita e per la carriera professionale

Ciao, mi chiamo Laura, ho 23 anni, ad ottobre ho iniziato il mio servizio di Leva Civica presso il Comune di Albino nelle Politiche Giovanili che terminerò a fine marzo.

Tale progetto ha previsto che io e Vincenzo, mio compagno di Leva Civica, facessimo parte della gestione delle Politiche Giovanili che ad Albino funzionano tramite un tavolo, una “rete”, tra più enti del territorio. A noi viene richiesto di portare il nostro contributo, in qualità di giovani, appunto, nei progetti che nascono a questo tavolo e nel portare all’esterno, a tutti gli altri ragazzi, le proposte del territorio. Per questo, ogni settimana svolgiamo il nostro servizio presso gli enti del tavolo: ad esempio, presso una scuola paritaria svolgo delle lezioni di supporto per gli alunni, aiuto i ragazzi degli spazi compiti presso gli oratori di Albino, collaboro con un’associazione sportiva per offrire un servizio di ginnastica a ragazzi con disagi psichici. Correlato a questo, mi occupo anche della gestione della comunicazione delle politiche giovanili tramite la pagina Instagram @noi_giovanialbino.

Questa esperienza mi ha formato a livello umano e professionale. Ha permesso di conoscere meglio sia i miei talenti che i miei limiti in più contesti diversi, orientandomi così nel mondo della mia vita personale e del lavoro. Nello specifico, mi ha fornito una buona esperienza nel campo dei Servizi Sociali e della relazione educativa con gli adolescenti che ho integrato con il mio percorso di studi: sono educatrice e presto mi laureerò in Scienze Pedagogiche. In questi sei mesi sono stata sia studente che Operatrice Volontaria e questo ha affinato la mia capacità di gestione e organizzazione del tempo, seppur a costo di alcuni sacrifici. Mi ha insegnato, poi, a gestire dei rapporti professionali con più responsabili in un contesto più complesso di amministrazione comunale, ampliando, in aggiunta, la mia rete di conoscenze sul territorio. Tutta questa esperienza mi ha fornito strumenti operativi concreti che custodisco nel mio zaino, certa che li saprò riusare in ogni futura occasione di vita e lavoro.

In conclusione, voglio porre i miei sentiti ringraziamenti agli operatori di Mosaico che mi hanno affiancato con cura e dedizione in questa esperienza e mi hanno aiutato, tramite i loro incontri di formazione e tutoraggio, ad orientarmi nel mondo del lavoro; e a tutte le persone del Comune di Albino con cui ho collaborato.


Mazzucchi Laura giovaniMazzucchi Laura giovani

Laura Mazzucchi, Operatrice Volontaria di Leva Civica, in servizio per il Comune di Albino (BG) per il progetto: "Insieme si può: progetto di Leva Civica a supporto della Comunità"

 

 

Elisa, attività con i minori a Romano di Lombardia (BG)

 

Manenti ElisaHo saputo della possibilità di partecipare a questa esperienza di Leva Civica da una mia cara amica. La cosa divertente è che presto servizio presso un doposcuola che conosco molto bene perché da piccola, io stessa, sono stata una bambina che lo frequentava. Ritornarci da "educatrice" mi ha fatto molto piacere, mi ha dato la possibilità di relazionarmi con bambini di fasce d’età che per il mio percorso di studi (sono laureata in Lettere moderne e sto prendendo la laurea magistrale sempre nello stesso corso) non erano previste.

Il mio lavoro all’interno della cooperativa riguarda l’aiuto pranzo con le classi di 1° e 2° elementare alternati con quelli di 5° elementare; durante i pomeriggi invece due giorni a settimana faccio l’aiuto compiti con la 5°elementare, altri due pomeriggi invece tengo i bambini della scuola materna

In foto ho allegato la festicciola che abbiamo fatto ad Halloween con tutti i bambini delle elementari (sono presenti anche i ragazzi delle medie, ma ritenendosi troppo "grandi" non sono voluti rientrare nella foto, queste nuove generazioni!). In altre foto potete vedere i bambini dell’infanzia, il cartellone che abbiamo realizzato (qui in fase ancora di preparazione) con tutte le manine dei bambini insieme alla mia e quella dell’educatrice Pinuccia, i lavoretti di Natale e lo spazio che utilizziamo al pomeriggio, dove una o due volte al mese, lo trasformo in una sala cinema per far vedere loro dei cartoni animati. 

Per quanto mi duole ammetterlo, essendo una persona dal carattere forte che si emoziona raramente, questi piccoletti mi hanno scaldato il cuore. Sono a tre mesi dall’inizio del percorso come Leva Civica e devo dire che mi ha già insegnato molto. Ho capito quanto sia importante mettersi in gioco, sempre. La vita è imprevedibile. Anche se so che questo non sarà il mio lavoro futuro (anche se, chi può dirlo) dentro di me ha già lasciato una traccia profonda, arricchendomi come persona e come essere umano. I bambini hanno quel qualcosa in più che non  si può spiegare a parole, come ho scritto nella letterina di Natale a tutti loro e ai loro genitori "i bambini vedono orizzonti dove noi vediamo confini". 

Consiglio l’esperienza di Leva Civica in questo ambito a tutti, soprattutto a tutti coloro che magari dopo la scuola superiore non sanno ancora bene quale sia il proprio cammino, o a chiunque abbia bisogno di ritrovarsi. 

Elisa Manenti, Operatrice Volontaria in Leva Civica Lombarda Volontaria per Associazione Centro Aiuto minori e Famiglia di Romano di Lombardia (BG)

 

Se anche tu, come Elisa, vuoi partecipare a un'esperienza di Leva Civica, hai tempo fino al 13 gennaio 2023 per presentare la tua domanda di partecipazione.

Clicca qui per consultare le posizioni aperte

 

Passaggio di testimone al Comune di Montorfano (CO)

 

Buongiorno,
sono Martina Costanzo e svolgo il servizio di Leva Civica presso il Comune di Montorfano (CO) all'interno l'Ufficio Demografico.
Voglio raccontare l'importanza del passaggio di "testimone" che è avvenuto tra me e il ragazzo in Leva Civica uscente.  È stato rassicurante comunicare e avere a fianco un mio coetaneo con la quale apprendere il nuovo impiego. Disponibili e cordiali anche le mie colleghe d'ufficio, tra cui Serena Tessaro, mia responsabile.
L'esperienza è estremamente positiva e sono contenta di poter svolgere servizio presso il Comune di Montorfano (CO), piccolissima realtà.
 
Martina Costanzo

 

Il post di benvenuto della Cooperativa sociale «Il volo» alla operatrice volontaria di Leva civica

Primo giorno di … #LevaCivica.
Oggi Camilla Ciotti ha iniziato l’esperienza di Leva Civica con noi de Il Volo.
Camilla è una studentessa di infermieristica presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca ed ha iniziato il suo primo giorno al Volo con una presentazione dello staff al completo. La riunione è stata utile per comprendere al meglio la realtà lavorativa che la accoglierà per i prossimi 12 mesi, nei quali affiancherà gli operatori nello svolgimento delle attività quotidiane.

Agitazione, emozione ed un po’ di timore … non solo per Camilla, infatti, anche per noi del Volo si è trattato di un primo giorno. Abbiamo deciso di affrontare questa nuova avventura e di crescere insieme.

Siamo entusiasti e crediamo nella buona riuscita di questo nuovo progetto. Cercheremo durante questi mesi di far fruttare le risorse che ci sono state date per fare insieme qualcosa di bello.

Ci auguriamo ed auguriamo a Camilla, buona fortuna per questo nuovo inizio!

Stando coi bambini ho imparato a sorridere, a crederci sempre, a “buttarsi” nelle relazioni ed a non aver paura di sbagliare

Per far comprendere al meglio la mia esperienza ho deciso di trascrivere il testo di una canzone di Alex Britti: “Gli occhi dei bambini”.

 

Sono gli occhi dei bambini che

fanno girare il mondo

sono i sogni dei bambini che

fanno tornare il sole

sono gli occhi dei bambini che

a volte fanno male

sono i sogni dei bambini che

fanno grande il Natale

e che fanno primavera ogni anno

ed ogni anno ci ricordano l'età

e faticano a studiare poesie

ma cantano pubblicità

sono gli occhi dei bambini che

non vogliono dormire

e nascondono segreti che

non potrai mai capire

sono gli occhi dei bambini che

ci prendono per mano

sono i sogni dei bambini che

ci portano lontano

dove un tempo volavamo e un giorno

un giorno forse torneremo là

a giocare ancora col futuro

tra una bugia e una verità

sono gli occhi dei bambini

mentre un aquilone vola

ci raccontano la vita

senza dire una parola

sono gli occhi dei bambini che

incontri a colazione ci vedi ancora un po’ di sonno

e che Dio non è un'invenzione

sono gli occhi dei bambini che

sconfiggono la guerra

che la fanno solamente per giocare

buttandosi per terra

che diventeranno grandi un giorno

e forse un giorno diventeranno eroi

ma con gli occhi dei bambini adesso

ci innamoriamo noi

che diventeranno grandi un giorno

e forse un giorno diventeranno eroi

ma con gli occhi dei bambini adesso

ci innamoriamo noi

ci innamoriamo noi

come i bambini noi.

 

Infine volevo concludere con alcune citazioni che descrivono bene tutto il percorso che sto svolgendo e ciò che sto imparando.

Attraverso gli occhi di un bambino vedremmo il mondo per come dovrebbe essere.

Attraverso gli occhi di un bambino ogni cosa diventa possibile.

 

Io penso di aver imparato moltissime cose… e se devo sceglierne una da raccontare è che davvero i bambini ti fanno imparare moltissime cose, ti fanno imparare a sorridere sempre, a crederci e a insistere, a “buttarsi” nelle relazioni e a non aver paura di sbagliare. Ti fanno credere in loro e in noi stessi e ti fanno vedere i loro occhi, fatti di sogni, libertà e infinito.

 

Rusconi Martina, Operatrice Volontaria di Leva Civica per Fondazione Monsignor Giulio Parmigiani presso la Scuola dell'Infanzia Gavazzi di Valmadrera (LC)

Se a fine servizio di Leva Civica avessi a disposizione un desiderio da esprimere, sarebbe quello di continuare quest’avventura!

Giorgia Mainetti promo LCLVIl 31 Maggio 2021 ho iniziato la mia esperienza di Leva Civica presso il Comune di Arcore.

Da anni lavoravo nei negozi, grandi catene o supermercati e avevo voglia di un’esperienza diversa, nuova, che si potesse avvicinare di più al mio titolo di studio, così sono venuta a conoscenza di questa possibilità e non me la sono fatta scappare!!!

Ho scelto di sintetizzare la mia avventura con queste foto, così diverse tra loro eppure così speciali per me... Non posso parlare di una giornata ‘tipo’ perché per me non è mai esistita durante quest’anno; mi sono sempre occupata di moltissime mansioni ognuna diversa dall’altra.

Sono stata inserita nell’ufficio URP (Ufficio Comunale Relazioni con il Pubblico) e seppur faticoso, sia dal punto di vista di mole di lavoro sia per la vasta quantitá di attivitá di cui ti occupi, mi sono innamorata subito di questo lavoro. Tra le varie attività comunemente svolte ci occupiamo di prendere appuntamenti e distribuire le carte d’identità e i passaporti (per i minori ritirando e portando presso la Questura tutta la documentazione), gestire lamentele, offrire i moduli di tutti gli uffici e supporto per la compilazione, protocollo, rilascio SPID (Sistema pubblico identità digitale) e codici pin e della CRS (Carta Regionale dei Servizi), spedizione di biglietti di benvenuto per i nuovi nati e gestione e organizzazione dei matrimoni, tutta questo unito alle incessanti e continue telefonate!!!

A livello umano ho incontrato una persona meravigliosa, la mia collega Alessandra, che mi ha sempre aiutato e spiegato tutto nei dettagli, senza mai tirarsi indietro. A lei devo tutto quello che ho imparato. In ogni luogo di lavoro servirebbe una persona come lei, preparata sul lavoro e disponibile a livello umano. Mi auguro di poter trovare un lavoro in questo campo, perché questa esperienza mi ha fatto capire che è ciò che mi rende felice. Durante quest’anno mi sono sempre svegliata la mattina con il sorriso per la giornata che stava per iniziare e mai l'ho vissuta come un peso che "speriamo che finisca presto".

Se a fine servizio avessi a disposizione un desiderio da esprimere, sarebbe quello di continuare quest’avventura!

 

Giorgia Mainetti volontaria di Leva Civica Lombarda Volontaria in servizio presso il Comuend di Arcore per il progetto "LEVA CIVICA AL COMUNE DI ARCORE"

Leva Civica: progettare il futuro

Piazza Anna

Leva Civica: mi sta arricchendo a livello personale e mi sta aiutando a capire cosa vorrei fare in futuro

Questa esperienza mi sta arricchendo perché le attività e il rapporto con i ragazzi sono molto gratificanti e mi permettono di uscire dalla mia zona di comfort e sperimentarmi.

Ero in dubbio su che percorso affrontare l'anno prossimo, ma grazie a questo progetto ho deciso quasi sicuramente di iscrivermi a scienze dell'educazione.

Durante questo laboratorio stavamo carteggiando delle assi di legno per colorarle e attaccarci dei vasetti di latta creando dei contenitori per piantine da cucina come salvia, basilico, ecc.

Questo è uno dei vari lavoratori perlopiù artistici che fanno divertire ed esprimere sia i ragazzi che me.

 

 

 

 

 

 

Anna Piazza volontaria di Leva Civica Lombarda Volontaria in servizio presso Cooperativa La Vecchia Quercia - Laorca Lab per il progetto "Giovani in campo 2022"

Non importa quante volte si cade l’importante è capire i propri errori e non considerarli un fallimento

Leva Civica è imparare a vivere con spontaneità, vedere il mondo senza pregiudizi, capire i propri errori senza considerarli un fallimento

Valsecchi Lisa filastrocca della crescita

"Con questo testo voglio sottolineare il modo in cui dovrei vivere la mia vita ogni singolo giorno. Sono sempre stata abituata a volere il massimo da me, essere sempre “perfetta” utilizzando il paragone di perfezione che nella mia testa ho sempre avuto. Non mi sono mai paragonata ad altri, ma ho cercato sempre di essere perfetta seguendo appunto il mio canone quindi: studentessa modello, figlia che obbedisce sempre, amica perfetta, …

 

Questa mia visione però ad un certo punto è crollata, non sono più stata in grado di stare al passo con questa scala di perfezione che mi ero autocostruita negli anni. Una scala nociva direi! 
 
 
Lavorando con i bambini ho capito l’importanza di vivere in maniera leggera, essere in grado di farsi trasportare ed assaporare il percorso; e non soltanto la meta.
Perciò anche l’immagine del bambino con in mano il palloncino rappresenta proprio la semplicità tipica dei bimbi, una semplicità ognuno di noi dovrebbe a mio avviso possedere anche a 80 anni; un modo di vedere il mondo e le situazioni senza troppi preconcetti e pregiudizi che crescendo la società ci inculca, ma appunto vivere in maniera serena e con la spontaneità e la felicità che i bambini trovano nelle piccole cose. 
 
 
Quindi non importa quante volte si cade l’importante è capire i propri errori e sbagli e soprattutto non considerarli un fallimento"
 
 
 
 
Lisa Valsecchi, volontaria di Leva Civica Lombarda Volontaria autofinanziata in servizio presso Cooperativa il Girotondo per il progetto del Comune di Albavilla (CO) "LEVA CIVICA ALLA COOPERATIVA IL GIROTONDO" 

Leva Civica in una Comunità per mamme con figli

Ho iniziato il mio percorso di Leva Civica nel mese di settembre 2021, in una comunità mamma-bambino, presso la cooperativa Generazioni Fa.

Il motivo principale per cui ho deciso di intraprendere questo percorso è stato soprattutto la mancanza di esperienza in un ambito lavorativo. Infatti, oltre allo studio, ho avuto esperienze di lavoro molto blande, seppure interessanti (come ad esempio la baby sitter), e, in vista della laurea, ho deciso di “farmi le ossa” in un ambito complicato come quello della comunità.

Ovviamente non mi sento di dare in questo momento di dare un giudizio complessivo alla mia esperienza, avendo lavorato solamente 3 mesi, ma fino a questo momento ciò che ho osservato maggiormente è il rapporto di queste donne con i propri figli, che è molto vario, e si articola in base alle esperienze, alla cultura di appartenenza e al carattere di ognuna di loro; lavorando per molte ore con loro, posso cogliere le sfaccettature di questo legame, e notare anche se e come cambia nel tempo, man mano che il percorso comunitario avanza.

In questi mesi, sto apprezzando molto due cose in particolare: il tempo che passo con i bambini, e i momenti in cui parlo con le mamme, specialmente dopo cena.

Mi piace molto stare con i bambini, di tutte le età, presenti in comunità: infatti, nonostante le esperienze che hanno subito, sia che traspaiano dal loro comportamento o meno, è sempre una sfida capire come approcciarmi e relazionarmi con loro, tenendo conto del loro vissuto.

Anche con le mamme, questo lavoro rappresenta un vantaggio: in quanto Leva Civica e non educatrice, sanno che non scriverò relazioni riguardanti il loro comportamento, perciò, molto spesso si confidano maggiormente con me piuttosto che con le altre operatrici.

Oltre al motivo già descritto in precedenza, ho voluto intraprendere questo percorso anche per mettermi alla prova: infatti, so da esperienze passate, che il lavoro in comunità è molto pesante, soprattutto dal punto di vista psicologico. Sono molti i giorni in cui si verificano situazioni in cui mi sento molto coinvolta e ci penso anche dopo che sono tornata a casa.

Nonostante questo è un’esperienza che mi sento di consigliare, soprattutto per rafforzarsi, sia dal punto di vista psicologico che emotivo, in vista di un futuro lavoro.

Anche dal punto di vista professionale mi è stato molto utile: prima di iniziare non avevo mai firmato un contratto di lavoro, e anche l’iter burocratico legato alle clausole presenti in esso (come ad esempio la gestione dei permessi o delle ferie) mi è servito per inserirmi maggiormente nel mondo lavorativo, e so che queste informazioni, anche se sembrano scontate, mi saranno molto utili in un futuro impiego professionale.

Credo e spero che questa esperienza mi sarà molto utile, sia nella ricerca di un lavoro, ma anche nel mio modo di approcciarmi ad esso. Ad esempio, se dovessi nuovamente svolgere una professione a contatto con dei minori, mi sentirei molto più preparata a relazionarmi con essi.

Sono molto contenta di aver iniziato questa esperienza, e penso di aver imparato molto da quando ho iniziato (anche se sento di avere ancora molto da imparare, avendo iniziato da soli tre mesi).

In particolar modo a livello relazionale con gli individui in difficoltà, riuscendo a rafforzarmi psicologicamente anche in caso di situazioni pesanti, come ad esempio situazioni che si risolvono con l’affido, o altri contesti in cui il clima non è dei più distesi.

Inizialmente avevo difficoltà a capire come approcciarmi a situazioni di disagio, ma già in questo momento mi sento più sicura nella loro gestione.

Come ultimo punto vorrei parlare delle mie aspettative: mi ritengo particolarmente soddisfatta di questa esperienza fino ad ora, in quanto avevo visto il lavoro in comunità quasi come una sfida, volendo capire se ero in grado di far fronte alle situazioni che si sarebbero create.

Devo dire che essendomi laureata in servizio sociale, e avendo svolto il mio tirocinio all’interno di un servizio di tutela minori, ero già a conoscenza delle difficoltà che avrei potuto avere, o delle problematiche che si sarebbero potute presentare.

Infine, credo che questa esperienza sia necessaria, e faccia crescere moltissimo, sia a livello personale e professionale, e vorrei consigliarla a chiunque non si sentisse ancora sicuro riguardo al proprio futuro lavorativo, perché ritengo che sia utilissimo per poter capire maggiormente che professione si vuole svolgere in futuro.

 

Giulia Panigada, Ooperatrive Volontaria di Leva Civica Lombarda Volontaria per la Cooperativa Generazioni Fa a Bergamo (BG)

Educare significa...

Zini Eleonora
 
 
 
 
 
 
 
 
"Educare la mente senza educare il cuore non è affatto educare"


Eleonora Zini ha scelto questa frase per rappresentare il suo percorso di crescita e consapevolezza per il progetto di Leva Civica Lombarda Volontaria "LEVA CIVICA AD URGNANO 2021" nell'ambito dell'assistenza ai minori. 

 

 
 
 



 

Ogni giorno di Leva Civica è stato un giorno speciale

 

Chiara Rocca

Ad agosto 2020 tramite una mia parente mi si è presentata l’opportunità di poter fare domanda presso il comune di Palazzago che aveva aperto il bando alla ricerca di una figura educativa per la Scuola Statale dell’Infanzia di Palazzago.

Da subito interessata al progetto ho deciso di tentare il bando con un risultato molto buono; su tre candidati sono arrivata al primo posto. Il giorno in cui mi hanno chiamata per comunicarmi il risultato ero felicissima e fino a quando non sono andata presso Associazione Mosaico per firmare il contratto non ci credevo! Contenta del risultato ho quindi iniziato ad intraprendere il mio percorso di Leva Civica a Palazzago.

Ho deciso di presentare la domanda proprio a questo progetto in quanto fin da piccola ho sempre avuto il sogno di poter lavorare con i bambini e di far con loro giochi, attività ad avventure all’aperto.

Chiudendo gli occhi e ripensando alla mia esperienza rivedo l’immagine dei bimbi felici e spensierati, la loro dolcezza e il loro affetto verso di me; se questa esperienza fosse un oggetto sarebbe un gesto: un grande abbraccio.

Per quanto riguarda la mia prima giornata di servizio direi che, nonostante un po’ d’ansia per l’ambiente e le colleghe nuovi, sia stata davvero bella. Le colleghe sono state molto accoglienti e pronte ad aiutarmi qualunque dubbio abbia avuto; e per tutto il percorso ogni giorno è stato proprio un giorno speciale!

La mia giornata tipo era come ogni giornata del mio progetto: arrivavo alla mattina presso la Scuola dell’Infanzia dove insieme alle altre maestre accoglievo i bambini che arrivavano, verso le 9 scendevo poi in piazza a prendere i bambini del pullmino e li accompagnavo il classe. Appena arrivavano facevano gioco libero poi si svolgevano il calendario e le presenze e infine c’era l’attività. Poi si pranzava e al pomeriggio si giocava e si facevano ancora delle attività finché arrivava l’ora di tornare a casa.

Le mie qualità personali messe in atto: essere autonoma, collaborativa, cordiale, determinata, disponibile, responsabile, puntuale, produttiva e diligente.

Quest’esperienza mi ha migliorato, sia a livello di responsabilità sia a livello di lavoro di gruppo, di creatività e di organizzazione.

Facendo questo percorso ho capito, anzi ho confermato, che lavorare con i bambini è davvero un lavoro che mi piace, che mi fa star bene e che mi fa andare al lavoro ogni mattina con il sorriso per questo andandoci serena ogni giorno devo dire che ho raggiunto anche i miei obiettivi che mi ero prefissata e le mie aspettative sono state superate con successo!

Il mio servizio di Leva Civica in 5 parole: FANTASTICO, EDUCATIVO, IMPEGNATIVO, CREATIVO e SPECIALE!!

Per il mio futuro spero di trovare un lavoro che mi piaccia, magari proprio con i bambini e che mi possa fare andare al lavoro ogni mattina felice e con la voglia. Ad essere sincera se potessi rifare questa esperienza nello stesso modo, nello stesso posto e con le stesse colleghe, lo rifarei mille volte.

Consiglierei ad un mio coetaneo un percorso di Leva Civica o Servizio Civile poiché prima di tutto si fa esperienza e poi se una persona è indecisa e non sa totalmente se un lavoro è il suo oppure no gli permette di chiarirsi le idee; perciò per chi fosse indeciso sul presentare domanda o meno io consiglierei che se l’ambito del progetto vi interessa di buttarvi senza paura.

L’episodio che mi porterò sempre con me sono i bambini grandi di una sezione che appena arrivavo mi correvano incontro, mi saltavano in braccio, mi abbracciavano e non mi mollavano più; mentre la frase che tengo nel cuore è: sei una ragazza davvero speciale e con grandi capacità.

Vorrei ringraziare in primis Associazione Mosaico per avermi dato questa possibilità che purtroppo è passata troppo velocemente,  poi vorrei ringraziare la mia referente dell’ente sempre presente e disponibile in ogni occasione e anche le mie colleghe davvero gentili, persone fantastiche con cui ho creato un bellissimo rapporto.

Chiara Rota, volontaria di Leva Civica Lombarda Volontaria in servizio presso Comune di Palazzago (BG) per il progetto "ASSISTENZA SCOLASTICA A PALAZZAGO 2020"

 

Spero in un mondo migliore abitato da persone più umane

Meditazione

Che cosa dire di questo periodo?

È successo un qualcosa di assolutamente imprevisto che ci ha costretto a fermarci. Mi piace pensare che ogni cosa, anche la più terribile, abbia un senso e perciò penso che anche questa epidemia non sia cascata giù dal cielo senza un motivo. La prima cosa che mi viene in mente è che la maggior parte delle persone dopo la spensieratezza dell'infanzia entra in una sorta di tunnel fino alla vecchiaia in cui è talmente presa dalle cose che non si ferma mai un attimo a riflettere, non si siede mai a pensare "sono sereno?", "Cosa potrei fare per esserlo?".

Si è talmente presi dalla routine quotidiana, dai progetti e dagli impegni, che si procede con il pilota automatico, scordandoci che essere sereni è un nostro diritto. La mia speranza quindi è che questo evento ad un primo sguardo sicuramente negativo (per diversi motivi) sia anche servito a tanti per migliorare in qualche maniera la propria vita e che il mondo non torni quello di prima, ma diventi in qualche modo migliore, abitato da persone più umane. Purtroppo da fine febbraio sono fermo con la Leva Civica, spero di riprendere quanto prima. Le mie giornate trascorrono tra lavori in casa, letture e serie tv. Sinceramente la limitazione della libertà che è stata imposta nell'emergenza l'ho sentita molto ed è stato difficile per un camminatore come me rinunciare all'aria aperta e spero vivamente che presto non saranno più necessarie queste norme. 

William Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa La Vecchia Quercia (LC) "GIOVANI IN CAMPO 2019" nell'ambito delle attività di assistenza e servizio sociale

 
 
 
 
 
 

Leva Civica: il Diritto alla Felicità

Diritto Felicit

Quante volte vi capita durante l'arco della giornata di cambiare repentinamente il vostro stato d'animo? Passare da un momento di spensieratezza a uno che invece vorresti spaccare tutto?

A me personalmente è successo spesso e allora ho cercato di capire il perché. Sarà perché ci è stata tolta la nostra libertà? Sarà perché la nostra vita è stata messa in stand-by forzatamente? Sarà perché questo virus ci ha intrappolati in casa contro la nostra volontà togliendoci tutto e soprattutto la nostra felicità? Stiamo cercando tutti di restare a galla, di non sprofondare, leggendo, cucinando, mangiando, guardando film, ascoltando musica e sognando di tornare a come eravamo prima, proprio, appunto, alla tanto agognata felicità. 

Ma che cos'è la felicità? "La vita è breve, buona, e c'è un diritto fondamentale: il diritto alla felicità. Che non si manifesta e non si deve confondere con una sorta di diritto naturale a diventare ricco o a soverchiare gli altri. Parliamo di un'altra felicità. Delle soddisfazioni piccole, che però valgono molto". Cosi scrive Luis Sepùlveda in questo libro in cui dialoga con Carlo Petrini, cercando di trovare una risposta alla domanda più difficile, la domanda che mi accompagna ogni giorno da sempre. È vero, prima della pandemia avevamo a disposizione qualsiasi cosa, da quelle materiali a quelle più astratte, ma eravamo davvero contenti? In questo periodo ho cercato di conoscermi meglio, di capire chi sono e cosa voglio, di pormi obiettivi diversi. Per quanto possa sembrare strano io ringrazio questo momento storico, quest'opportunità, questo tempo per noi. Ho capito pian piano che per stare bene, per essere serena, non ci vuole molto, e forse è privandosi di tutto che si è felici davvero.

 

Susana Maria Pizzagalli, volontaria di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa Sineresi (LC) "LEVA CIVICA NELL'AMBITO DI BELLANO" nell'ambito delle attività di organizzazione e promozione di interventi educativi

   

Leva Civica: la riscoperta dei valori e dei legami affettivi

Piccolo principe

Vi racconterò della mia esperienza e delle mie emozioni durante questo periodo molto difficile della nostra vita. Vorrei iniziare citando una frase dell'opera che ho scelto per rappresentarmi: "È il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante". Questa frase mi aiuta a riflettere e a capire ciò che provo in un momento così cupo, dove molte persone soffrono e altre sperano in un domani migliore. 

Io penso che sia inutile abbattersi troppo ma bisogna avere pazienza, sfruttare questa situazione per capire veramente chi siamo e cosa vogliamo, perché si rischia di finire con lo sprofondare nelle nostre paure e insicurezze, sentite ancora di più durante l'emergenza.


Questo momento è più unico che raro, ci permette di cogliere molte cose scontate o banali, inoltre cambia la prospettiva del tempo e dello spazio percepito normalmente. Ognuno di noi avrà imparato qualcosa di nuovo o riscoperto cose perdute, ma soprattutto io personalmente ho compreso l'importanza del tempo e delle persone con cui lo condivido.

Infine spero che tutti riescano a trovare quelle persone di cui sentiamo la mancanza e che durante questi periodi di bisogno ci hanno reso felici, perché una volta passato il brutto momento ogni cosa, anche la più semplice, sarà speciale se si farà con chi è diventato importante per noi nonostante la distanza.

 

Andrea, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land durante l'emergenza Covid-19

Con la Leva Civica miro a un cambiamento positivo e a un futuro luminoso

2020_summertime

Ho letto le bellissime parole scritte da alcuni degli altri ragazzi della Leva Civica e mi sono subito sentita meglio. Ormai sono due mesi che stiamo vivendo un momento storico unico e allo stesso tempo triste. Ho provato molte volte a mettere nero su bianco le mie emozioni ma non ci sono mai riuscita; forse perché non esistono parole che possano esprimere tutto ciò o forse perché ancora oggi non ho elaborato bene cosa stiamo vivendo.

Ci ho messo un po’ di giorni a capire cosa volevo lasciare a voi di questa mia esperienza e non trovando parole adatte ho pensato ad un’immagine. Fin da quando sono bambina l’arte per me è stata una compagna di viaggio, ho sempre pensato fosse un mezzo stupendo per trasmettere un messaggio. Tra gli artisti che più ammiro c’è Edward Hopper, esponete del realismo americano contemporaneo. Le sue opere sono spesso paesaggi, architetture, interni di case messi in relazione alla figura umana, sola e desolata. Ciò che più amo di lui è il perfetto connubio che fa tra la tecnica impressionista e metafisica; ha una capacità strabiliante di trasmettere il silenzio, la malinconia, la solitudine e la pace.

Ho pensato che l’immagine più adatta fosse “Summertime” del 1943: racchiude alla perfezione questo momento, il fatto che sia stata dipinta in un frangente storico così importante, così terribile. La figura femminile sembrerebbe guardare verso il sole, verso un cielo limpido e sereno, ed è quello che voglio fare io ora, guardare ad un futuro più luminoso, guardare ad un cambiamento positivo. Perché è quello in cui spero.

Chiara Mainetti, volontaria di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa la Vecchia Quercia (LC) di per il progetto "GIOVANI IN CAMPO 2019" nell'ambito delle attività di assistenza e servizio sociale

Imparare ad affrontare le avversità e ad apprezzare quello che di bello e semplice la vita ci propone

13autunno

Claudia, una giovane volontaria di Leva Civica Regionale - Living Land, ha vissuto "in prima linea" le comprensibili incertezze e i comprensibili timori dell'emergenza Covid-19, raffrontati, nella sua testimonianza, con quelli espressi in una celebre lirica di Giuseppe Ungaretti.

"Ci ho messo un po' a decidere cosa sentivo che mi rappresentasse maggiormente in questo periodo di quarantena. Alla fine ho scelto la poesia "Soldati" di Giuseppe Ungaretti per due motivazioni, collegate tra loro. La prima è perché credo che come concetto esprima perfettamente quello che ognuno di noi percepisce in questo periodo: la fragilità, l'insicurezza, la paura di non sapere cosa ci aspetta in futuro. Io sono stata fortunata perché ho potuto riprendere la Leva Civica, ma avevo tanti progetti per quest'anno che mi stanno scivolando via e la cosa mi preoccupa perché mi ero fissata degli obbiettivi che non so se o quando riuscirò a raggiungere. Quindi immagino sia la stessa cosa per molti di voi che, come me, speravano di realizzare i propri sogni e invece si ritrovano costretti a dover aspettare senza poter fare nulla.

L'altra motivazione è che proprio in questo periodo di fermo forzato ho avuto modo di riprendere in mano i alcuni dei miei hobby, tra cui la scrittura e la lettura, e scegliere una poesia mi è sembrata la cosa più spontanea. In queste settimane ho avuto la possibilità di riflettere, passare del tempo con me stessa, prendermi del tempo per dedicarmi a quelle passioni che stavo lasciando indietro e riscoprire anche il rapporto con chi mi sta vicino. Proprio in questo modo mi sono accorta di quanto dessi per scontate alcune cose che potevo fare e che, per pigrizia, ho rimandato, pensando che avrei avuto tutto il tempo “domani”, quando domani è diventato oggi, in una sequenza di giorni sempre tutti uguali dove mi era stata tolta perfino la possibilità di fare le lunghe passeggiate con il mio cane. La quarantena mi ha fatto capire le cose che sono essenziali per farmi stare bene e spero che sia stato così anche per molta altra gente che come me si è trovata a dover fare i conti con se stessa. Vorrei sperare che tutti siano riusciti a raccogliere la motivazione necessaria per affrontare ciò che ci aspetta e per apprezzare quello che di bello e semplice la vita ci mette davanti". 

 

Claudia Viscardi, volontia di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso il Comune di Pescate per il progetto "LEVA CIVICA A SOSTEGNO DEI CITTADINI DI MOLTENO, PESCATE E MALGRATE" nell'ambito dell'attività amministrativa progettuale, gestionale e di contabilità per la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale

Qualsiasi professione sceglierai, cerca di lasciare un segno indelebile nei cuori delle persone

12codocenteSono due mesi che non metto piede in quell'istituto che ormai era diventata una seconda famiglia per me. Mi sono ritrovato all'interno di classi di ragazzi che avevano qualche anno in meno di me, che hanno imparato a rispettarmi e a volermi bene. E sapete una cosa? Mi mancano davvero tanto! Non sembra vero che, nonostante il poco tempo passato con loro, ho lasciato un segno indelebile nei loro cuori. Questi ragazzi mi hanno scritto ogni tanto durante la quarantena per chiedermi come stavo, per chiedermi se l'anno prossimo quando sarebbero forse rientrati mi avrebbero ritrovato in classe con l'altra prof di inglese pronti a salutarmi con il solito "Buongiorno prof!".

 

Io non sapevo cosa voleva dire essere un insegnante, ho sempre snobbato questa professione, ma ora la vedo con occhi diversi. Il tempo a casa mi ha fatto pensare tanto al mio futuro e chissà magari diventerò un professore veramente. Spero di potervi rivedere presto per condividere con voi qualche altra esperienza! 

 

Stefano Colombo, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Fondazione Monsignor Giulio Parmigiani per il progetto "Leva Civica nell'ambito di Lecco" nel settore attività di organizzazione e promozione di attività educative (LC)

 

 

Grazie alla Leva Civica ho trovato la forza di riprendermi

Voglio parlarvi un po' di come sta andando la mia quarantena, partendo dalla famosa canzone dei Beatles "Yesterday", dove nella prima strofa si ricorda il passato con un sentimento di malinconia perché il presente non è quello che ci si aspettava che fosse ma è arrivato e bisogna guardarlo in faccia. Voglio parlarvi un po' di come sta andando la mia quarantena, partendo dalla famosa canzone dei Beatles "Yesterday", dove nella prima strofa si ricorda il passato con un sentimento di malinconia perché il presente non è quello che ci si aspettava che fosse ma è arrivato e bisogna guardarlo in faccia. Vi dico questo perché sono stato sfortunato e per qualche causa sconosciuta la mia famiglia si è ammalata tutta a causa del virus. Fortunatamente la malattia ha fatto il suo corso, lungo e doloroso corso, però è passata. È stato difficile affrontare questa cosa perché molto più grande di noi e inaspettata; quando il virus è entrato in casa ha stravolto un po' i ritmi e la quotidianità; il dormire tutto il giorno, saltare i pasti perché non si aveva fame, le ore passate a fare niente perché alzarsi era troppo faticoso, mi hanno fatto capire che forse la routine è una delle cose che avrei dovuto apprezzare di più della vita pre-virus. Comunque, finita la malattia, è stato molto difficile tornare a questa stabilità. Una delle cose che mi ha aiutato di più è stata il fatto di poter tornare a svolgere il mio compito da Leva Civica, non solo perché riusciva a darmi dei ritmi con degli orari da rispettare, ma anche perché il rivedere le facce dei ragazzi che non vedevo da tanto mi ha dato la forza di riprendermi. Il mio auspicio per il futuro è di poter  tornare a svolgere il nostro lavoro e vivere la nostra vita con le lezioni che abbiamo imparato, che ci accompagnano e ci guidano verso un domani in cui nessuno sarà mai più costretto a passare quello che ho passato io e stiamo passando tutti.

 

"Yesterday,

All my troubles seemed so far away,

Now it looks as though they're here to stay

Oh I believe in yesterday"

 

Davide, volontario di Leva Civica Regionale - Living Land in servizio presso Cooperativa Sineresi per il progetto "Leva Civica nell'ambito di Lecco" nell'ambito: attività di promozione e organizzazione di attività educative (LC)

 

 

Basta un "grazie" di chi aiuti per farti riflettere sull'importanza di questo servizio

Daniel Malinverno sitCiao, sono Daniel ho 20 anni e sto svolgendo la leva civica presso Pronto Ambulanza SOS Canzo distaccamento di Nesso. Quotidianamente svolgo l'emergenza e urgenza 112, penso che aiutare chi ha più bisogno non ha prezzo. Basta un sorriso e un grazie di chi aiuti per farti riflettere sull'importanza di questo servizio. In questo difficile periodo con il COVID 19 ho scelto di proseguire il servizio per crescere ancora di più e imparare tante cose nuove. Sicuramente rimarrà in me un bellissimo percorso di crescita personale e porterò a casa ancora più professionalità. E ricordate: "NOI NON POSSIAMO MA VOI RESTATE A CASA!"

 

 

 

 

 

 

 Daniel Malinverno, volontario di Leva Civica Regionale, in servizio presso Pronto Ambulanza SOS Canzo distaccamento di Nesso (CO)

 

DA LEVA CIVICA A EDUCATRICE PROFESSIONALE: LA TESTIMONIANZA DI ALESSIA MARCHESI

Alessia Marchesi TestimonianzaÈ aprile 2017 e da qualche mese mi sono abilitata alla professione di psicologa clinica. Da gennaio dello stesso anno sono iscritta ad una scuola di specializzazione e da altrettanto tempo sono alla ricerca di un lavoro che mi permetta di mettere in pratica i tanti anni di studio e che non si sovrapponga con le lezioni e il tirocinio presso un CPS (Centro Psico Sociale) della mia città, Bergamo. Da qualche tempo ho il “pallino” di provare il lavoro in comunità: essere a contatto con la quotidianità di chi è meno fortunato di me perché rimasto solo o perché più fragile mi sembra un’esperienza arricchente sia a livello professionale che relazionale. Consulto i siti di diverse cooperative e mando qualche curriculum ma non ho molta fortuna, si tende a preferire chi ha già esperienza con la residenzialità. Il sito di una cooperativa mi rimanda ai bandi di leve civiche di Mosaico… mi candido per una di queste (un’esperienza presso l’Università di Bergamo) e incontro Manuel, il quale mi dice molto chiaramente che non gli sembra il percorso in cui avrei potuto sfruttare al meglio i miei studi. Ma non è tutto tempo “perso”! Durante quell’ incontro infatti, Manuel mi parla di un progetto in via di apertura della cooperativa Namasté: un appartamento protetto situato a Bergamo che avrebbe ospitato adulti disabili e psichiatrici. Mi riferisce che se tutto fosse andato come previsto, la cooperativa avrebbe selezionato due leve civiche a partire dal mese dopo, maggio. Il progetto sembra interessante e decido di dargli fiducia, aspettando l’eventuale apertura del bando.Finalmente arriva maggio e vengo contattata dalla coordinatrice della comunità: l’hanno appena aperta e cercano leve! Vengo selezionata e subito inserita nella casa e nella sua quotidianità anche se ancora in via di organizzazione in quanto l’appartamento era appena stato inaugurato. Diversi mesi dopo posso dire con certezza che in questo progetto ho trovato e sto continuando a trovare l’esperienza che mi potesse arricchire che tanto cercavo. Da parte mia ho sempre rispettato i miei turni, anche durante i festivi cercando di rendermi il più possibile utile agli educatori nella gestione della casa e delle attività degli utenti. Rimboccarsi le maniche e cucinare, lavare i piatti, accompagnare i ragazzi alle loro attività, partecipandovi attivamente con loro buttandomi in piscina o coltivando un orto… mai avrei pensato un livello di coinvolgimento (anche emotivo) simile! Inoltre il fatto di dovermi occupare di trasporti e accompagnamenti presso i laboratori del lavoro e del tempo libero mi ha permesso di conoscere altre leve civiche con cui confrontarmi; educatori e professionisti oltre a quelli che affianco in casa durante i turni e di poter imparare qualcosa da tutti, senza dimenticare la possibilità di venire a contatto con l’unicità di tutti gli utenti delle altre comunità e progetti di Namasté. A livello professionale si potrebbe pensare che questo tipo di esperienza non si avvicini ai miei studi, in realtà il lavoro educativo e quello psicologico sono intersecati e giocano in perfetto equilibrio in una comunità. Relazionarsi con la fragilità significa sia ricevere affetto magari in maniera più spontanea ma anche cercare di capire paranoie, ansie e disagi spesso amplificati rispetto a situazioni più convenzionali e forse senza il mio bagaglio di studi a volte non ce l’avrei fatta a sopportare certi momenti no.A distanza di circa sette mesi dall’inizio della leva mi arriva una proposta: mi viene chiesto da Namasté di diventare educatrice all’interno dello stesso appartamento in cui sto svolgendo il servizio… non me lo aspettavo! La proposta mi provoca sentimenti ambivalenti: da un lato la soddisfazione di vedere i miei sforzi riconosciuti e ripagati, dall’altro lato l’incertezza di non essere all’altezza del compito. Mi prendo qualche giorno per pensarci e infine accetto. La proposta è quella di un contratto a tempo determinato per 15 ore settimanali a partire da febbraio 2018.Sono convinta che tutto quello che dai ti venga restituito, magari anche in una forma che non ti aspetti e sicuramente il quantitativo di emozioni che mi sta donando questa esperienza non l’avrei mai sperato. Ringrazio Mosaico per avermi dato la possibilità di conoscere e buttarmi in questa esperienza in cui si lavora ma ci si forma anche, e la cooperativa che mi ha fatto capire quanto può fare una persona mettendosi in gioco!

Alessia Marchesi

Festicciole, pittura, nanna e un po’ di orticello. Cosa fa una volontaria in leva civica in un asilo?

La nostra volontaria Chiara Aresi, in servizio di leva civica presso l’asilo nido comunale “Primi passi” di Fiorano al Serio (BG), progetto realizzato grazie al contributo della Fondazione Comunità Bergamasca, nel documento allegato ci descrive le attività svolte durante la sua esperienza, arricchendo il racconto con tante belle foto. Naturalmente i visi dei bimbi sono nascosti per motivi di privacy: possiamo solo immaginare i loro sorrisi ma siamo certi che saranno bellissimi! Ringraziamo Chiara per la sua simpatica testimonianza.

Leggi la storia di Chiara

 

Leva civica: la testimonianza di Andrea

Continuano a pieno ritmo le iniziative di Leva Civica promosse dal progetto Living Land nei diversi comuni della provincia di Lecco. La Leva Civica è un percorso di cittadinanza attiva che integra volontariato, lavoro e formazione, in cui i ragazzi hanno l’opportunità di mettere alla prova professionalità, talento e passione. Leggi di più.

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